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Attacco Usa a Iran, generale Portolano: “Basi in Italia non coinvolte”

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(Adnkronos) – "Al momento non si registrano coinvolgimenti diretti delle basi americane in Italia. Tuttavia, come ha sottolineato anche il ministro Crosetto" dopo l'attacco degli Stati Uniti all'Iran "la situazione internazionale impone una soglia di attenzione molto elevata". Lo ha detto il generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa, a 'Speciale in mezz'ora'. "Stiamo intensificando tutte le attività e le predisposizioni per garantire la sicurezza presso le nostre basi, ma per il momento fino ad oggi non ci sono state richieste formali di intervento o coinvolgimento diretto", ha aggiunto.  "L'elemento più critico al momento è rappresentato dalla possibilità che l'Iran, sotto pressione, scelga misure ritorsive ad ampio spettro, incluso il blocco della navigazione nello stretto di Hormuz o attacchi a paesi del Golfo. Ci attendiamo quindi una fase particolarmente delicata, soprattutto nelle prossime 48-72 ore. Ma siamo pronti a fronteggiarla in cooperazione e in stretto coordinamento con tutti i partner internazionali", ha affermato.  "Stiamo seguendo da ieri sera, perché alcuni spostamenti di aerei americani ci avevano dato la ragionevole certezza che potesse scattare un attacco. Questa notte c'è stato, era chiaro che il sito nucleare di Fordow fosse il punto di interesse principale di Israele, perché centro del programma nucleare iraniano", ha detto stamane il ministro della difesa, Guido Crosetto, parlando all'edizione straordinaria del Tg1. "Israele non aveva le capacità per colpire in modo significativo questo sito, sotto 90 metri di roccia: per questo sono intervenuti nella notte bombardieri americani B2 che hanno la capacità di penetrazione sotto terra più elevata al mondo".  "Di questi bombardieri avevamo già visto gli spostamenti nei giorni precedenti, per cui la notizia non ci ha colto di sorpresa. Questo cambia completamente lo scenario, si apre una crisi molto più grande, si apre anche da parte dell'Iran una risposta molto più forte che rischia di allargarsi a tutti gli obiettivi americani – ha sottolineato – Abbiamo già iniziato dall'altro ieri a prendere delle misure di protezione per mettere in sicurezza i contingenti italiani che non sono coinvolti e non sono neanche un obiettivo nella risposta iraniana. Ci siamo limitati a spostare quelli la cui vicinanza a possibili obiettivi americani poteva destare problemi".  Rischi per l'Italia "potrebbero esserci, ma non abbiamo segnali diretti", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Tg5. "L'Iran ha sempre visto l'Italia come un paese non fra i più ostili, anche se abbiamo sempre condannato la costruzione dell'arma atomica". 
Quanto ai rischi, "non abbiamo segnali di questo tipo, però ci sono ovviamente perché ci sono presenze americane e presenze israeliane. Le tre ambasciate di Israele sono chiuse, le tre che sono a Roma". "Massima sicurezza per i luoghi i culto ebraici, per i luoghi americani", ha assicurato poi e "dobbiamo lavorare per garantire la sicurezza cibernetica, non è escluso che possano esserci attacchi cibernetici, quindi è stato alzato livello di guardia". "La nostra intelligence, le nostre forze dell'ordine, i Carabinieri, la polizia la Guardia di finanza e la polizia penitenziaria sono al lavoro, allerta massima per evitare che ci siano attacchi che possano colpire obiettivi israeliani o americani o anche italiani".    —[email protected] (Web Info)

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