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Antartide, Esa: “Iceberg gigante A-68A perde 152 mld tonnellate d’acqua dolce, rischi per habitat”

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Roma, 20 gen. (Adnkronos) – Ha rilasciato ben 152 miliardi di acqua dolce il gigantesco iceberg chiamato A-68 staccatosi, a luglio del 2017, dalla piattaforma di ghiaccio Larsen-C dell’Antartide. A riferirlo è l’Agenzia Spaziale Europea. Grazie a cinque diverse missioni satellitari di cui molte dell’Esa, un team di scienziati – del Center for Polar Observation and Modeling nel Regno Unito e del British Antarctic Survey – hanno infatti potuto monitorare il cammino dell’iceberg – uno dei più grandi mai prodottosi in Antartide – e seguire il suo cammino spinto dai venti e dalle correnti oceaniche. I ricercatori hanno potuto così seguire l’evoluzione del gigante di ghiaccio che si è via via suddiviso in diversi berg più ‘piccoli’. Seguendolo con l’occhio dei satelliti, gli scienziati hanno potuto rilevare la gigantesca quantità di acqua dolce rilasciata durante il viaggio che ha portato l’iceberg davanti alla costa dell’isoletta Georgia del Sud. Una volta scongiurato che l’iceberg si arenasse davanti alla Georgia del Sud, adesso l’allarme degli studiosi è che comunque la immensa quantità di acqua di dolce rilasciata possa aver interferito con l’ecosistema marino locale.

I satelliti hanno seguito il lungo ‘viaggio’ dell’iceberg nell’Oceano Antartico e, tre anni e mezzo dopo, hanno visto staccarsi da A-68 la parte principale del gigante di ghiaccio – ribattezzata A-68A – e andare alla deriva in modo preoccupante vicino a Georgia del Sud. Inizialmente a preoccupare gli scienziati è stato il rischio che il berg si sarebbe arenato nelle acque poco profonde al largo, cosa che “non solo avrebbe danneggiato l’ecosistema del fondale marino, ma avrebbe reso anche difficile per la fauna selvatica dell’isola, come i pinguini, raggiungere il mare per nutrirsi”. Utilizzando le misurazioni dei satelliti, gli scienziati hanno tracciato il modo in cui A-68A si è ridotto di dimensioni verso la fine del suo viaggio, il che, “fortunatamente gli ha impedito di rimanere bloccato”. Tuttavia, “lo svantaggio è che il berg ha rilasciato una colossale quantità di acqua dolce pari a 152 miliardi di tonnellate vicino all’isola, potenzialmente con un profondo effetto sulla vita marina dell’isola” avvertono dall’Agenzia Spaziale Europea. Quando è si è staccato, l’iceberg gigante A-68 aveva una superficie di oltre il doppio di quella del Lussemburgo, “uno dei più grandi iceberg mai registrati” osservano dall’Esa.

Quasi immediatamente dopo essersi formato, l’iceberg ha perso un pezzo di ghiaccio e, secondo le regole tecnico scientifiche che identificano gli iceberg, dei due ‘tronconi’ di ghiaccio, il berg più grande è stato ribattezzato A-68A mentre il ‘troncone’ minore è diventato A-68B. Nell’aprile 2020, A-68A ha perso un altro pezzo chiamato successivamente A-68C. L’Esa ricorda che “gli iceberg antartici prendono il nome dal quadrante antartico in cui sono stati originariamente avvistati, quindi si utilizza un numero sequenziale e, se l’iceberg si rompe, viene aggiunta una lettera sequenziale al numero originale con cui l’iceberg appena formatosi è stato ‘battezzato'”. Complessivamente, l’iceberg A-68A si è assottigliato di 67 metri dal suo spessore iniziale di 235 metri, con il tasso di scioglimento in forte aumento mentre il berg si è spostato nel Mare di Scozia, intorno a Georgia del Sud.

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