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Andreoli (Renael e Aess): “Per transizione green puntare su partenariato”

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(Adnkronos) – “Penso che il percorso di transizione possa essere meglio gestito a partire da dinamiche di partenariato e non di sussidio integrale. Per farlo deve esserci una base di competenze, che in Italia esistono a tutti i livelli, sia nel pubblico che nel privato. Il percorso fatto negli anni dalle due agenzie – Renael e Aess – ci ha permesso di sperimentare diversi tipi di incentivo e di sostegno. Alcuni sussidi sono stati montati in maniera eccessiva, un esempio è il Superbonus, che ha premiato anche chi non ne aveva bisogno”.  Lo ha detto Piergabriele Andreoli, presidente di Renael e direttore generale di Aess, intervenendo al panel ‘Quali politiche e strategie globali per la transizione ecologica?’, dell’edizione 2025 di Rebuild, la due giorni in svolgimento al Centro Congressi Riva del Garda (TN) il 6 e 7 maggio.  Entrando poi in tema di energia, Andreoli sottolinea che “essa ha un valore enorme e ha un tesoretto, che è il risparmio energetico, una parte fondamentale per gli investimenti e la loro sostenibilità economica. La misura dell’incentivo pubblico, calibrata in maniera giusta e a seconda del target, come ad esempio nei casi di povertà energetica che non attraggono l’interesse degli investitori privati, è preziosa, ma devono essere operazioni mirate e non a pioggia”.  “Calibrare le misure e destinarle a chi ne ha bisogno non può che fare bene, così si stimola anche la responsabilità degli utenti in tema di energia e di raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Se le persone non sono interessate e ingaggiate – precisa – non si arriverà all’obiettivo. Nelle partnership pubblico-privato che hanno funzionato bene ognuno aveva un compito e un ruolo”. Altro tema da non sottovalutare è quello dell’adattamento climatico, “un altro grande obiettivo che dobbiamo mettere in campo oggi per gestire gli eventi estremi. Un aspetto che offre la possibilità di aprire le porte non solo a banche e imprese, ma anche ad assicurazioni, ad esempio. Questa può essere una strada per montare modelli di business che siano sostenibili”.  —[email protected] (Web Info)

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