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Alpini: l’Adunata conquista ogni strada di Udine, domani la giornata conclusiva

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Udine, 13 mag. (Adnkronos) – Le penne nere riempiono Udine: continua a crescere il numero di chi raggiunge la città friulana alla vigilia della sfilata che domani, domenica 14 maggio, chiuderà la 94esima Adunanza nazionale degli alpini. Una festa che coinvolge l’intera città e che risente di quanto accaduto lo scorso anno a Rimini quando diverse donne denunciarono di essersi sentite aggredite, fisicamente e verbalmente. Episodi che hanno portato al manifesto #controlemolestie redatto dall’Associazione nazionale alpini per un cambiamento culturale sul tema, ben rappresentato anche dallo striscione che campeggia sulla facciata del Municipio, in Piazza della Libertà, “Zero Tolerance. Gli Alpini contro la violenza di genere”.

Dalla zona della stazione, fino al centro, ma anche nelle stradine meno note, gli alpini fanno sentire i loro canti e la felicità di riabbracciare chi ha fatto anche migliaia di chilometri per essere qui. “Lavoro a Houston e torno ogni anno per l’Adunanza – racconta Marco, che lasciato l’Italia da tempo -. E’ un’occasione per rivederci, per riabbracciare chi ho conosciuto grazie agli alpini e con i quali, nonostante diversità e distanze, sono riuscito a rimanere in contatto”. Un ritorno alla gioventù “che diventa sempre più malinconico con il passare degli anni” aggiunge il lombardo Christian. A Udine si respira l’aria delle rimpatriate, “di chi riabbraccia l’amico della gioventù”, quasi una gita fuoriporta “con chi resta, nonostante il passare degli anni”.

Ma non è la malinconia la nota prevalente, quanto “la gioia di rivedersi, di ricordare insieme il tempo passato…e berci sopra” dice ridendo il padovano Marco mentre sorseggia una birra. Tra sguardi scrutatori c’è anche chi scherzando, cambia marciapiede, per non incorrere “nell’accusa di molestia”. Tra bandiere tricolori e qualche mulo che circola indisturbato, tanti ricordano anche che l’Adunanza non è solo goliardia, ma è anche commemorazione per degli uomini che hanno scritto più di una pagina di storia e che la stessa Udine, “città alpina per antonomasia”, ricorda per gli interventi decisivi nel post terremoto che colpì il Friuli nel 1976.