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Aceti (Salutequità): “Testo unico occasione ma servono semplificazione processi decisionali e regole su digitale”

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(Adnkronos) – "La riforma della governance farmaceutica rappresenta, secondo il relatore, un'importante occasione per correggere alcune criticità del sistema italiano dell'assistenza ai farmaci. Tuttavia, per essere davvero efficace, dovrà affrontare alcuni nodi ancora irrisolti". Lo ha detto Tonino Aceti, presidente di Salutequità, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide'. "Il primo – spiega Aceti – riguarda la presenza di troppi livelli decisionali. Oggi esistono diverse commissioni regionali e aziendali del farmaco e altri organismi che finiscono per sovrapporsi tra loro. Questo sistema, secondo il relatore, crea duplicazioni rispetto alle valutazioni già effettuate a livello nazionale da Aifa e a livello europeo dall'European Medicines Agency (Ema), oltre al prontuario farmaceutico nazionale. L'esistenza di prontuari regionali e aziendali viene quindi vista come un fattore di rallentamento e di disuguaglianza nell'accesso alle cure – sottolinea – perché introduce passaggi aggiuntivi che complicano il percorso dei farmaci. In un momento in cui il Servizio sanitario nazionale è già sotto pressione per le liste d'attesa e le difficoltà di accesso, aggiungere ulteriori livelli di governance rischia di rendere il sistema meno efficiente e meno equo". Per il presidente di Salutequità, un secondo punto critico riguarda "ciò che accade dopo l'approvazione di un farmaco. Autorizzare una terapia, infatti, non basta per garantire che i pazienti possano riceverla: è necessario organizzare in modo efficace i servizi sul territorio, definire centri di riferimento, costruire reti di specialisti e assicurare una diffusione uniforme. Oggi, però, questi passaggi avvengono con tempi e modalità molto diverse da una regione all’altra, creando disomogeneità nell'accesso alle cure".  Infine, viene sollevata la questione delle terapie digitali (digital therapeutics), "un ambito in forte crescita – osserva Aceti – ma ancora privo di una regolamentazione chiara in Italia. Secondo il relatore, il disegno di legge rappresenta un'occasione importante per colmare questo vuoto normativo e definire finalmente un quadro di riferimento preciso. La riforma dovrebbe puntare a semplificare i processi decisionali, ridurre le duplicazioni, garantire uniformità di efficienza ed efficacia organizzativa sul territorio e regolamentare le nuove frontiere della medicina digitale, per rendere più rapido ed equo l’accesso alle cure". 
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