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Energia troppo cara, per piccole e medie imprese

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Il costo dell’energia e’ troppo alto per le piccole e medie imprese. Pesa non il prezzo delle materie prime, ma la componente fiscale

Il costo dell’energia è troppo alto per le piccole e le medie imprese, non per crescita dei prezzi delle materie prime ma per la componente fiscale che premia le industrie ‘energivore’. In pratica, le agevolazioni e le esenzioni per pochi grandi gruppi industriali vanno a discapito dei piccoli. A denunciare la situazione è un rapporto di Confcommercio e Ref dedicato ai costi dell’elettricità e del gas naturale per le attività commerciali e per alberghi, ristoranti e bar. 

In particolare, il costo dell’energia per le imprese del commercio, dell’alloggio e della ristorazione, tra il 2009 e il 2012, è aumentato in media del 18%, con un’incidenza del carico fiscale di ben 6 volte maggiore rispetto alle grandi aziende consumatrici di energia.  

Bolletta troppo alta anche per il gas naturale: queste imprese, secondo lo studio Confcommercio e Ref, sono costrette a pagare un costo della fornitura aumentato del 47% negli ultimi quattro anni e superiore di circa il 17% alla media Ue e del 30% rispetto alle imprese inglesi e spagnole. E non è colpa del rincaro del petrolio. Infatti, in quasi tre anni il peso della materia prima si è ridotto di circa 12 punti percentuali, scendendo intorno al 40% del costo totale, mentre quello degli oneri impropri (parafiscali) è più che raddoppiato, passando dal 10% al 23% circa. Pesa, anche in questo caso, la componente fiscale, con l’imposizione regressiva che premia i grandi consumatori.

(gc) 

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