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Elettricita’ dal calore di scarto: testato un nuovo semiconduttore a basso costo

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Per recuperare energia dal calore di scarto, alcuni scienziati della Northwestern e Ohio State University hanno testato le caratteristiche del seleniuro di stagno da utilizzare in semiconduttori più economici ed efficienti

Produrre energia dal calore di scarto grazie ad un nuovo semiconduttore economico ed ultra efficiente. E’ stata questa la scommessa vinta da un team di scienziati americani della Northwestern e Ohio State University, la cui ricerca ha portato a testare un nuovo materiale termoelettrico dotato di un buon equilibrio di elettroconduttività e termoconducibilità. La maggior parte dell’energia prodotta dal ‘calore di scarto’ dei motori a combustione interna, dai trasporti marittimi e ferroviari e dalle installazioni fisse (generatori, impianti di cogenerazione), viene infatti sprecata. I ricercatori hanno quindi cercato di recuperare questa energia di scarto con un nuovo dispositivo efficiente e poco costoso, diversamente da quanto avviene con i semiconduttori standard. Nella loro forma più semplice infatti, si tratta di veri e propri generatori termoelettrici, in cui una delle estremità è collegata ad una piastra riscaldata.

Per produrre energia a basso costo dal calore di scarto, gli scienziati hanno quindi analizzato le caratteristiche chimico fisiche del seleniuro di stagno (SnSe), considerato un elemento perfetto per realizzare semiconduttori economici e dalle buone prestazioni. Nella struttura di legame del seleniuro di stagno infatti, gli atomi di stagno e selenio formerebbero tra loro delle pieghe, come  una sorta di modello a ‘fisarmonica’ in grado di aiutare gli atomi stessi a flettersi una volta colpiti dai ‘fononi’, (ossia le vibrazioni meccaniche che si trasmettono con il calore). Risultati, questi, che in futuro consentiranno sicuramente di produrre su larga scala dei materiali a basso costo per il recupero del calore di scarto.

(ml)

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