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Cresce l’oro verde delle bioenergie, Coldiretti e Confagricoltura si sfidano

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Non c’è solo il petrolio che cresce, specialmente in questi giorni, ma anche la corsa all’oro verde, le bioenergie rappresentano una parte del futuro dell’agricoltura, non a caso due organizzazioni come Coldiretti e Confagricoltura firmano accordi con Enel Green power per accaparrarsi quote di mercato. Nel futuro anche biomasse e ancora fotovoltaico

Il petrolio non ferma la sua corsa e tocca quota 100 dollari (anche più) a barile. E gli agricoltori  – che già fanno fatica a garantire il lavoro della terra – si sfidano sulle agroenergie. Anche perché se da un lato settori come il florovivaismo vanno a perdere redditività a causa della mancata riduzione sull’accisa sul caro gasolio, dall’altra parte l’oro verde delle bioenergie cresce di pari passo con l’oro nero. Secondo gli imprenditori agricoli di Confagricoltura, che molto hanno puntato sulle bioenergie, si tratta di un settore  sul quale bisogna investire non solo per promuovere una maggiore sostenibilità ambientale, ma anche per diversificare il reddito agricolo. E in Italia si è ancora molto indietro in questo senso, in Austria e in Germania da tempo le stalle hanno impianti biogas per recuperare da un lato tutti i sottoprodotti dell’allevamento, e dall’altro risparmiare sia sui costi si smaltimento che sulle energie necessarie alla gestione dell’azienda. Per i prossimi due anni sarà mantenuto il sistema di 0,28 cent/kWh per il biogas, con coefficiente moltiplicativo dei certificati verdi fissato a 1,8 per tutte le altre tipologie di impianto. Ma dal primo gennaio del 2013 ci sarà la revisione del sistema. Quella delle prospettive che offre l’energia alternativa al comparto primario è una questione che interessa tutte le organizzazioni agricole, anche quelle che puntano, come la Coldiretti, a un’agricoltura di nicchia e di qualità. Tanto è vero che nelle ultime settimane è stato firmato l’accordo tra Enel Green Power e Terrae, la società aderente a Confagricoltura che ha lo scopo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero. Accordo che prevede  l’acquisizione da parte della controllata Enel di una quota del 15 per cento del capitale sociale di Terrae. E se la Confagricoltura siglava con Enel lo scorso 10 febbraio, la Coldiretti aveva firmato già il 6 dicembre scorso un protocollo di intesa sempre con Enel per collaborare nella realizzazione di progetti agro energetici finalizzati alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e, in particolare, da biogas e biomasse solide di origine agricola. Motivo per cui è stata annunciata la creazione di una nuova joint venture –  partecipata al 51 per cento da Enel Green Power e al 49 per cento dai Consorzi agrari d’Italia, CAI – che sarà dedicata prevalentemente alla promozione di progetti di generazione di energia elettrica da biomassa solida da filiera nazionale. E che potrà sviluppare anche progetti fotovoltaici su tetti e terreni dei Consorzi Agrari. Insomma, le due grandi antagoniste dell’agricoltura italiana – la Confagricoltura dei grandi imprenditori e la Coldiretti dei piccoli coltivatori – si sfidano sul campo delle energie rinnovabili. (Nereo Brancusi)

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