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Gli italiani sono stanchi di comprare. E di desiderare

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Il rapporto del Censis svela una novità psicologica negli italiani, non solo non comprano per problemi di reddito ma anche per il calo del desiderio. Gli italiani sono stanchi del consumo e dell’edonismo, leggi perchè e come si può trarre qualcosa di buono anche da un fattore non positivo

Gli italiani sono stanchi di comprare, complice la crisi dell’edonismo e del soggettivismo che finora ha identificato il benessere con il godimento sfrenato. Gli italiani, insomma, sono passati dallo slogan ’voglio tutto’ al ben piu’ prosaico ’ho tutto’" e il consumo è diventato più equilibrato. Nella ricerca ’I miti che non funzionano più’, presentata questa mattina a Roma dal Censis tra le iniziative di ’Un mese di sociale’, l’istituto si sofferma sull’evoluzione del soggettivismo, uno dei tratti peculiari della nostra società, che si manifesta nel cambiamento degli stili di consumo.

I ricercatori rilevano la "stanchezza verso l’idea di un benessere materiale. Sono lontane le aspettative crescenti e nell’incertezza sul futuro tra gli italiani prevale la scelta di acquattarsi nella difesa di ciò che si ha". Il soggettivismo dunque è diventato "difensivo", privo di quella "spinta al rischio già decisiva per lo sviluppo e l’ampliarsi del benessere".

Dal 2007 al 2010 – rileva il Censis – in un periodo di crisi economica, i consumi "delle famiglie italiane sono diminuiti in termini reali di 1.754 euro annui: come se fossero rimaste senza consumare per circa 20 giorni in un anno". Ma il calo non è dipeso solo da fattori economici. I dati mostrano "il lento declinare del meccanismo del consumo, la stanchezza per il godimento incessante ed estemporaneo che rappresenta".

E’ come se "la crisi avesse operato da detonatore della stanchezza del principale meccanismo di mutazione antropologica della nostra società", si legge nella ricerca. E di questa stanchezza siamo tutti consapevoli. Oltre il 57% degli italiani – nota il Censis – ha la sensazione che al di là dei problemi di reddito, c’è un desiderio meno intenso di consumare, ma il 32% lo afferma pur precisando che di tanto in tanto si riaccende il desiderio per nuovi beni e servizi.

Inoltre, c’è anche "la percezione dello spreco o meglio dell’eccesso di abbondanza: oltre il 51% degli italiani ritiene che ci sono settori in cui l’intervistato, individualmente o anche in famiglia, potrebbe consumare di meno", sottolinea lo studio.

In definitiva, per il Censis, nelle abitudini di consumo degli italiani vivono tensioni diverse come "una più alta maturità selettiva, ben oltre la compulsione, e una attenzione per le esternalità ambientali o sociali, che rinvia a una crescente responsabilità individuale". (fonte: adnkronos.it)

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