Il calamaro viola con gli occhi sporgenti esiste davvero: cos’è la Rossia pacifica
di Redazione Ecoseven – aggiornato: 29/06/2026

Il “calamaro viola” con gli occhi enormi e sporgenti diventato virale esiste davvero: è la Rossia pacifica, un piccolo cefalopode che vive sui fondali del Pacifico settentrionale. Ma c’è un equivoco da chiarire subito: nonostante il nome con cui circola in rete, non è un vero calamaro, né — come si legge spesso — un “incrocio tra polipo e calamaro”. È un animale a sé, della famiglia delle Sepiolidae, più vicino alle seppie che ai calamari. Le immagini che hanno fatto il giro del web risalgono al 2016, quando la nave oceanografica E/V Nautilus lo riprese al largo della California a 900 metri di profondità. Ecco cos’è davvero questa creatura, dove vive e perché ha quegli occhi da peluche.
Ogni tanto dalle profondità marine riemerge una creatura che sembra uscita da un cartone animato. Il “calamaro viola” dagli occhioni sporgenti è uno di questi casi: un animaletto dall’aspetto buffo che ha conquistato i social e che continua a far cercare a migliaia di persone se sia reale o un fotomontaggio. La risposta è che è del tutto reale — ma quasi tutto ciò che si racconta in giro sulla sua identità è impreciso. Mettiamo ordine.
Il calamaro viola esiste davvero o è un fake?
Esiste, ed è un animale in carne e ossa. La creatura protagonista del video virale è la Rossia pacifica, conosciuta in inglese come stubby squid (“calamaro tozzo“). Non si tratta di un’immagine ritoccata né di un modello: è un cefalopode realmente osservato e documentato dai biologi marini.
Le immagini più diffuse provengono da un avvistamento del 2016: il veicolo a comando remoto Hercules, operato dalla nave di ricerca E/V Nautilus dell’Ocean Exploration Trust, filmò l’esemplare al largo della costa californiana a circa 900 metri di profondità. Gli occhi grandi e fissi, che sembrano disegnati o applicati come quelli di un giocattolo, fecero immediatamente il giro del mondo. La diretta streaming catturò anche le reazioni divertite degli stessi scienziati, ed è da lì che nacque il fenomeno.
Perché non è un vero calamaro (e non è un “incrocio”)
Qui sta l’equivoco più diffuso, ed è bene chiarirlo. On-line si legge spesso che questa creatura sarebbe “un incrocio tra un polipo e un calamaro”. È un fraintendimento: l’animale non è un ibrido di niente. L’errore nasce da una descrizione d’aspetto usata in origine dai ricercatori — “sembra una via di mezzo tra un polpo e un calamaro” — che è una similitudine visiva, non una classificazione biologica. Un incrocio del genere, peraltro, è impossibile in natura.
Dal punto di vista scientifico la Rossia pacifica appartiene ai cosiddetti bobtail squid, i calamari dalla “coda mozza”, raggruppati nell’ordine Sepiolida (famiglia Sepiolidae). E nonostante il nome comune contenga la parola “calamaro”, non è un vero calamaro: gli studiosi lo considerano più strettamente imparentato con le seppie. A differenza di queste ultime, però, non possiede il classico “osso di seppia” interno. È un cefalopode, quindi un cugino di polpi, seppie, calamari e nautilus, ma con una sua precisa identità.
Com’è fatto il calamaro viola e quanto è grande
L’aspetto da peluche inganna: è una creatura minuscola. Il mantello — cioè il corpo — raggiunge al massimo circa 5 centimetri, per una lunghezza totale intorno agli 11 centimetri (le femmine sono più grandi dei maschi). Il colore tende al bruno-rossastro con piccole macchie, ma può virare verso il grigio-verdastro quando l’animale è disturbato o spaventato: il “viola” percepito nelle immagini dipende molto dall’illuminazione artificiale dei riflettori sottomarini.
Possiede due ampie pinne semicircolari ai lati del mantello e i tipici tentacoli dei cefalopodi: otto braccia dotate di ventose più due tentacoli retrattili per afferrare le prede. Ma il tratto che lo ha reso famoso sono gli occhi, grandi e prominenti, che restano in evidenza anche quando il resto del corpo è nascosto.
Dove vive il calamaro viola e a quale profondità
La Rossia pacifica abita il Pacifico settentrionale: il suo areale si estende da Corea, Giappone e Mare di Bering fino alla costa occidentale del Nord America, scendendo a sud fino alla California. Vive su fondali sabbiosi o fangosi e ha un’ampia tolleranza di profondità: è stata osservata da circa 20 metri fino a 1.300 metri.
Proprio l’avvistamento legato a queste osservazioni ha aggiunto un dato scientifico utile: i ricercatori del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI) hanno documentato la specie fino a 1.300 metri, più in profondità rispetto al limite di circa 900 metri noto in precedenza. Un dettaglio che mostra come anche un video diventato virale per ragioni “simpatiche” possa contribuire alla conoscenza reale di una specie.
Come si comporta: l’agguato dal fondale
Dietro l’aspetto tenero c’è un predatore paziente. La Rossia pacifica è prevalentemente notturna e trascorre gran parte della giornata semi-sepolta nel sedimento molle del fondale: si ricopre di uno strato di muco appiccicoso a cui aderiscono i granelli di sabbia, mimetizzandosi quasi completamente. All’esterno restano soprattutto gli occhi, che le servono per individuare le prede — tipicamente gamberetti e piccoli pesci — e scattare all’agguato.
Quando viene disturbata, si comporta come molti cefalopodi: fugge con la propulsione a getto, espellendo acqua dalla cavità del mantello attraverso un sifone mobile, e può rilasciare una nuvola di inchiostro scuro per coprirsi la fuga.
FAQ – Domande frequenti
Il calamaro viola esiste davvero?
Sì. La creatura virale conosciuta come “calamaro viola” è la Rossia pacifica, un cefalopode realmente esistente del Pacifico settentrionale. Le immagini più note provengono da un avvistamento documentato dalla nave di ricerca E/V Nautilus nel 2016, al largo della California. Non è un fotomontaggio né un animale inventato.
È davvero un calamaro viola?
No, nonostante il nome comune. La Rossia pacifica appartiene ai bobtail squid (ordine Sepiolida) e non è un vero calamaro: gli scienziati la considerano più vicina alle seppie. È comunque un cefalopode, lo stesso grande gruppo a cui appartengono polpi, seppie, calamari e nautilus.
Il calamaro viola è un incrocio tra polipo e calamaro?
No. Non esiste alcun “incrocio”: è una specie a sé. L’equivoco nasce da una descrizione del suo aspetto (“sembra una via di mezzo tra polpo e calamaro”), che è un paragone visivo e non una classificazione biologica. Un ibrido tra specie così diverse non è possibile in natura.
Perché il calamaro viola ha gli occhi così sporgenti?
Gli occhi grandi e prominenti le permettono di individuare le prede mentre resta semi-sepolta nel sedimento del fondale, con il corpo mimetizzato e solo gli occhi in evidenza. È un adattamento da predatore d’agguato. L’effetto “da peluche” che ha reso virale il video dipende proprio da questa morfologia, accentuata dalla luce dei riflettori sottomarini.
Di che colore è e perché sembra viola?
Il colore naturale tende al bruno-rossastro con piccole macchie e può diventare grigio-verdastro quando l’animale è spaventato. La tonalità violacea che si vede in molte immagini è in buona parte un effetto dell’illuminazione artificiale dei veicoli sottomarini usati per riprenderla in profondità.
In breve
Il “calamaro viola” con gli occhi sporgenti esiste davvero: è la Rossia pacifica, un piccolo cefalopode del Pacifico settentrionale lungo una decina di centimetri, diventato virale dopo le riprese della E/V Nautilus nel 2016 al largo della California. Nonostante il nome con cui circola, non è un vero calamaro e non è un “incrocio” tra polipo e calamaro: è un bobtail squid della famiglia Sepiolidae, più vicino alle seppie. Vive sui fondali fino a 1.300 metri di profondità, caccia gamberetti e piccoli pesci restando semi-sepolto nel sedimento, e deve la sua fama a quegli occhioni che sembrano disegnati. Un caso in cui una creatura “buffa” del web è anche un piccolo, reale tassello di conoscenza degli oceani profondi.
ATTENZIONE: Questo articolo sul calamaro viola ha finalità informative e divulgative. Le informazioni sulla specie Rossia pacifica si basano su fonti scientifiche e istituzionali; la classificazione dei cefalopodi è oggetto di studio e alcune relazioni evolutive (in particolare la parentela tra bobtail squid, seppie e calamari) sono ancora dibattute nella comunità scientifica. Fonti principali: Nautilus Live / Ocean Exploration Trust (avvistamento 2016, profondità, comportamento); National Geographic e National Marine Sanctuary Foundation (identificazione della specie, precisazione che non è un vero calamaro); Wikipedia in lingua inglese su Rossia pacifica (morfologia, areale, range di profondità 20–1.300 m, osservazione MBARI); letteratura scientifica sull’ordine Sepiolida (PMC). La diffusa definizione di “incrocio tra polipo e calamaro” è stata verificata come errata: si tratta di una specie a sé e non di un ibrido.
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