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Realtà virtuale con tatto reale

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Ecco come usare il tatto per arrivare a rendere più reali le nostre esperienze nella virtualità – tutto grazie a un guanto

Un team di scienziati della Cornell University ha creato un sensore a fibra ottica estensibile che rileva esattamente ciò che stiamo facendo con le dita: una capacità che secondo i ricercatori potrebbe rivoluzionare il modo in cui interagiamo con gli oggetti simulati nella realtà virtuale.

“L’immersione in VR [realtà virtuale] e AR [realtà aumentata] si basa sul motion capture [cattura del movimento]. Il tocco è a malapena presente”, ha detto in un comunicato stampa Rob Shepard, un professore di Ingegneria alla Cornell University che ha lavorato sul guanto.

“Supponiamo che tu voglia avere una simulazione di realtà aumentata che ti insegni come riparare la tua auto o cambiare una gomma. Se avessi un guanto o qualcosa in grado di misurare la pressione, così come il movimento, la visualizzazione della realtà aumentata potrebbe dire: ‘Girati e poi fermati, in modo da non stringere troppo i dadi’. Non c’è niente là fuori che lo faccia in questo momento, ma questa è una strada per riuscirci”.

Il prototipo di guanto, come dettagliato in un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Science, è in grado di rilevare deformazioni tra cui pressione, flessione e tensione.

È costituito da sensori a fibre ottiche in grado di dire come si sposta ogni dito in base al percorso ottico della luce. Un computer di bordo ordina le deformazioni in dati dettagliati sull’attività della tua mano.

Il guanto utilizza una tecnologia di base e molto poco costosa – bluetooth per la trasmissione dati wireless, una batteria agli ioni di litio per l’alimentazione e diversi LED.

I ricercatori stanno ora studiando se la tecnologia potrebbe essere utilizzata nella terapia fisica e nella medicina dello sport. La sua più grande promessa rimane comunque quella di consentire agli utenti di interagire in modo convincente con un mondo virtuale.

 

 

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