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Gli utenti cercano like come i topi cercano il cibo

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Gli utenti che cercano like sui social utilizzano lo stesso schema mentale dei topi quando cercano il cibo

I ricercatori statunitensi ed europei hanno scoperto che gli sforzi degli utenti sui social per massimizzare i “mi piace” seguono il modello del cosiddetto “apprendimento della ricompensa” riscontrato anche negli animali che cercano ricompense alimentari.

Gli esperti stimano che piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram abbiano occupato le attenzioni di oltre quattro miliardi di persone per più ore ogni giorno l’anno scorso.

Come sappiamo sono in molti a paragonare il coinvolgimento delle persone sui social come una sorta di dipendenza (molto interessante in questo senso, il documentario Netflix The social dilemma).

Questo però non giustifica tutto l’impegno che viene speso sulle piattaforme.

Lo studio, ha affermato l’autore e psicologo David Amodio della New York University in un comunicato stampa,  potrebbe anche “fornire indizi, presi in prestito dalla ricerca sull’apprendimento della ricompensa e la dipendenza, su come affrontare il preoccupante coinvolgimento online”.

Nel loro studio, il professor Amadio e colleghi hanno analizzato più di un milione di post sui social media di circa 4.000 utenti su Instagram e altre piattaforme.  Hanno scoperto che le persone tendono a distanziare i loro post in modo da massimizzare il numero medio di “mi piace” che ricevono e che, in particolare, tendono a pubblicare più frequentemente in risposta a un alto tasso di “mi piace” e meno frequentemente quando ricevono meno “mi piace”.

I modelli computazionali hanno rivelato che questo modello di pubblicazione correlato ai “mi piace” corrisponde, appunto, al cosiddetto “apprendimento della ricompensa“, un concetto della psicologia che propone che i comportamenti possono essere guidati e rafforzati dalla promessa di ricompense, che è quello che usano i ratti che cercano di aumentare le loro ricompense alimentari in una configurazione sperimentale nota come Skinner Box.

Siamo davvero finiti come i topi in gabbia?

I risultati completi dello studio saranno pubblicati sulla rivista Nature Communications.

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