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Crisi, possiamo fare a meno della tecnologia?

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Ormai famose le ‘apps’ per smartphone e tablet, siamo arrivati a scaricarne quotidianamente nel mondo oltre 30 milioni. Appare difficile oggi abbandonare la tecnologia

Il ritorno ad una vita più austera, oggi, ci appare quanto mai complesso se pensiamo al grado di coinvolgimento da tecnologie di cui siamo preda. Il concetto del “me-time” ovunque, senza limiti spazio temporali ha toccato il suo apice con la portabilità dati su tablet e smartphone, ma soprattutto con l’affermazione continua di applicazioni, e non solo per Apple e Android, che dal gioco alla georeferenziazione, passando per i social media, sanno come e quanto appassionare, spesso senza lasciarci alcuna chance alternativa.

E’ dei primi di marzo la notizia che Eddy Cue, vice presidente software e servizi internet della Apple abbia voluto commemorare l’evento della 25 miliardesima app scaricata, regalando a Chunli Fu – questo il nome del fortunato utente Apple – una Carta Regalo iTunes di 10.000 dollari. Il ringraziamento poi, ma solo a parole, si è esteso a sviluppatori e soprattutto ai clienti, “scaricatori” metodici di applicazioni.

Da quelle gratuite alle migliaia di app a 0,79 centesimi di euro e oltre, ne vengono scaricate una media di 30 milioni al giorno nel mondo. Un sondaggio dell’inglese dailymail dice che ben l’83% dei possessori di tablet e smartphone dichiara di non poter fare a meno di queste applicazioni. “Toglietemi tutto ma non le mie apps”, verrebbe da dire ispirandosi alla nota campagna pubblicitaria, soprattutto quando, sia per Apple che per Android arrivano a coprire l’intero scibile delle utilità e del gioco.

Con tutto il rispetto per chi fa la carità per sopravvivere, possiamo immaginarci dunque una nuova forma di elemosina nell’immediato futuro?

(Vincenzo Nizza)

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