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Gli integratori di Omega 3 e gli attacchi di cuore

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Secondo un nuovo studio, i supplementi contenenti acidi grassi Omega 3 sono inefficaci per la prevenzione delle malattie cardiache

Gli Omega 3 sono gli oli che abbondano nei pesci grassi e, a quanto dice l’analisi pubblicata in «JAMA Cardiology» non ci aiutano nei problemi di cuore.

Lo studio ha raggruppato i dati di 10 studi randomizzati che coinvolgevano persone che avevano avuto malattie cardiovascolari o erano ad alto rischio col cuore. Delle 77.917 persone coinvolte nelle prove, il 61% erano uomini e la loro età media era di 64 anni. Gli studi duravano in media 4,4 anni e la dose di Omega 3 che veniva fornita ai soggetti variava dai 226 ai 1800 milligrammi al giorno.

Questi dati, in qualsiasi modo i ricercatori li volessero vedere e valutare, non sono riusciti a fornire nessuna informazione di un collegamento tra i supplementi in questione e la riduzione del rischio di morte per malattie cardiache, di attacchi cardiaci non fatali o di altri eventi cardiovascolari maggiori. Non c’è stato alcun effetto nelle persone con pregressa malattia coronarica, in quelle con il diabete, nelle persone con alti livelli lipidici o in quelle che usavano statine. Non ci sono state prove di un effetto nemmeno con i dati di genere considerati separatamente.

È un risultato importante proprio perché va a contraddire un’ipotesi che invece è sempre stata vista come tesi nel corso del tempo, ovvero che gli integratori di olio di pesce fossero d’aiuto per quanto riguarda la prevenzione e il controllo delle malattie legate al cuore – tanto che gli integratori di Omega 3 vengono sempre consigliati dai medici quando non si riescono ad ottenere semplicemente con la dieta. Questo studio, infatti, non supporta questa ipotesi: secondo l’analisi dei moltissimi dati raccolti nel tempo, non c’è nessun collegamento tra le due cose.

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