I sintomi del coronavirus

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L’epidemia che sta colpendo migliaia di persone e che conta ormai più di 170 morti, si riconosce a partire da alcuni sintomi

Mentre il micidiale coronavirus 2019-nCoV si diffonde in tutto il mondo, i medici stanno comprendendo meglio quali sintomi e segnali d’allarme tenere d’occhio.

Alcuni casi estremi coinvolgono pazienti che tossiscono sangue o subiscono uno shock settico, ma più in generale, tuttavia, i sintomi rimangono più lievi, lasciando che alcuni casi vengano presi sottogamba e peggiorando quindi l’epidemia, non diagnosticandoli.

Come altri coronavirus, il 2019-nCoV può causare polmonite e altre condizioni respiratorie e cardiovascolari: tosse, febbre, affaticamento e dolore – bisogna stare attenti anche perché l’epidemia è esplosa nel bel mezzo della stagione influenzale, quindi si potrebbero confondere le due condizioni.

Man mano che la malattia progredisce, può causare sintomi più gravi tra cui difficoltà respiratoria, lesioni renali e danni cardiaci.

Il virus è più pericoloso per gli anziani o le persone che sono già malate – il tasso di mortalità è sostanzialmente più alto all’interno di questi gruppi particolari rispetto alla popolazione generale, secondo Foreing Policy.

Lo screening per nuovi casi è difficile anche perché i pazienti colpiti dal coronavirus 2019-nCoV possono diffondere la malattia mentre rimangono asintomatici durante un massimo di due settimane, rispetto alla maggior parte delle infezioni virali che causano sintomi fin dai primi i primi giorni.

Per ora non esiste un vaccino contro questa infezione, ma i ricercatori hanno iniziato a lavorarci.

 

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