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Doomscrolling: come combattere la dipendenza dalle cattive notizie

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4 consigli utili per non cadere nel circolo vizioso del doomscrolling

Da tempo le nostre giornate iniziano e finiscono tutte allo stesso modo, con una scrollata alla home di qualche social alla ricerca di notizie, informazioni o curiosità. L’Accademia della Crusca lo definisce come “L’azione di scorrere compulsivamente le pagine di un sito, la bacheca di un social network e sim., alla ricerca di cattive notizie”. Quella che sembra una semplice azione quotidiana, in realtà potrebbe diventare il rischio di depressione, ansia, autolesionismo e suicidio.

Gli ultimi anni hanno messo a dura prova la resistenza psicologica degli esseri umani: una pandemia, una guerra, crisi economiche e un continuo aggravarsi della situazione climatica mondiale. Per un periodo di almeno un anno (con più o meno brevi intervalli di “libertà”) il telefono (e/o il computer) è stato il mezzo principale attraverso il quale tutte le persone sul pianeta si sono potute tenere in contatto fra di loro, sia nel campo lavorativo che in quello sentimentale, dato che era necessario mantenere il distanziamento sociale.

L’atteggiamento di dipendenza da notizie tragiche è andata aumentando, provocando un abbassamento della qualità della vita, da ricondurre all’ansia che queste inevitabilmente scatenano.

Ma con qualche buona abitudine, che ci viene in aiuto dalla psicologia e in particolare dalla dottoressa Megan E. Johnson, come riportato su Wired, questa dipendenza può essere interrotta.

Affronta i tuoi problemi

Il primo passo è capire perché hai bisogno di ricercare queste notizie. Solitamente questa abitudine è da collegare a un periodo di stress o di insoddisfazione: per spostare l’attenzione dai nostri problemi, cerchiamo qualcosa di più tragico all’infuori della nostra sfera personale.

Individuare i problemi, affrontarli con l’aiuto o il sostegno di un amico, di un partner o di un esperto, aiuterà a trovare la giusta strada da percorrere per evitare di impantanarsi in questo circolo vizioso.

Informati, non ossessionarti

La preoccupazione porta a ricercare continuamente notizie, perché sapere ci appare come l’unico modo di avere il controllo sulla situazione. Rimanere informati è una parte fondamentale dell’impegno sociale, ma sovrastimolare il proprio cervello con notizie e vicende può far sviluppare altri meccanismi, come l’autoaffermazione o il pregiudizio sociale.

È importante affidarsi a testate e pareri di esperti di cui ci si può fidare e cercare di saziare la propria curiosità, perché continuare a cercare in modo ossessivo potrebbe farti sviluppare un’ansia da insoddisfazione da notizia.

Stabilisci dei limiti

Crea delle abitudini, imponendoti dei limiti sia fisici che temporali per il consumo di notizie, da cui siamo bombardati sia di giorno che di notte.

Definisci degli orari in cui accedere alle notizie: magari a colazione oppure dopo la giornata lavorativa. Evita di portare aggeggi elettronici in camera da letto, così da non utilizzarli durante la notte, una pratica molto diffusa fra coloro che soffrono di insonnia (alle volte causata proprio dall’utilizzo dei cellulari).

Impara a riconoscere la tua ansia

L’ansia, in periodi come quelli che stiamo vivendo è un fattore comune e per certi versi “normale”, giustificata. Sentire l’esigenza di ricercare notizie per conoscere le situazioni è una tendenza umana giusta e un comportamento sociale adeguato.

Se quest’ansia si intensifica, dura molto tempo, inizia a stravolgere il quotidiano svolgimento delle tue giornate non sottovalutarla. Rivolgendoti a chi di competenza potrai ritrovare il tuo equilibrio.

Luna Riillo

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