passione per gli horror

Cosa c’entra la genetica con la passione per gli horror?

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passione per gli horror

La passione sembra scritta nei nostri geni

In un articolo di WebMD, Margaret Etudo racconta che spaventarsi per un rumore, una scena di un film, un’atmosfera notturna da vicolo buio è una reazione del tutto normale che ha dietro delle motivazioni genetiche che portano a sentire quella paura come se fosse quasi fisica.

È nel nostro DNA, infatti, l’informazione genetica che divide le persone in due categorie: quelle che amano spaventarsi e quelle che lo detestano – di conseguenza, le prime amano la visione dei film horror mentre alle seconde viene un brivido sulla schiena al solo pensiero.

L’epinefrina, nota anche come adrenalina, viene secreta nel sangue quando qualcuno sta guardando un film spaventoso“, ha detto Shana Feibel, psichiatra presso il Lindner Center of HOPE vicino a Cincinnati.

“Fa sì che il sistema nervoso simpatico prenda il sopravvento e crea una sensazione di lotta o fuga, che prepara il corpo a rispondere a una minaccia percepita”.

La reazione fisica generata da uno spavento, infatti, ci fa iperventilare e ci porta a un aumento rapido del battito cardiaco che dà alle nostre gambe più energia per correre a tutta velocità velocemente in una situazione reale di pericolo. Il motivo per cui alcuni amano provare questa sensazione mentre altri no sta nel nostro livello di ossitocina, un ormone e neurotrasmettitore secreto dall’ipotalamo del cervello che ci calma.

Un livello più alto di ossitocina significa che avremo meno paura, mentre un livello più basso significa che avremo facilmente paura.

Il gene che contiene il recettore per l’ossitocina è OXTR e meno è sensibile più è probabile che abbiamo ansia, attacchi di panico e paura, spaventandoci anche per una porta che sbatte. Ci sono anche altri ormoni, come sappiamo, che sono legati allo stress, ma di base il discorso è lo stesso: sono innati, possiamo lavorare a ricalibrarli ed equilibrarli, ma ce li portiamo dentro.

La paura, infatti, è anche un tratto ereditario, il che significa che può essere tramandata da genitore a figlio.

Ci sono diversi modi per prendersene cura, sapere questo è già un buon punto di partenza da cui muoversi.

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