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Riprogrammare il nostro cervello eliminando le paure

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I ricercatori hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per identificare gli schemi cerebrali causati dall’esposizione alla paura e cercare di risolvere il problema

Tradizionalmente, le terapie per ridurre la paura hanno comportato una sovraesposizione a ciò che provocava la paura stessa, ma ora è arrivato un nuovo metodo che utilizza un algoritmo presente in una intelligenza artificiale (IA) per liberare le persone delle proprie fobie senza costringerle ad esporsi ad esse, almeno non letteralmente.

Questa metodologia è stata sviluppata dai ricercatori della University of California, Los Angeles (UCLA), della Columbia University e del Nara Institute of Science and Technology del Giappone e le scoperte sono state pubblicate sulla rivista Nature Behavior Human.

La tecnica che è stata utilizzata comprendeva un processo chiamato «neurofeedback decodificato», con il quale è stato possibile identificare la paure, grazie a un sistema di assegnazione legato al mostrare linee verticali di diverso colore con scosse elettriche legate a un colore in particolare. Col tempo, quel colore è diventato «spaventoso» per i partecipanti. Le informazioni sono poi state date ad un algoritmo di riconoscimento visivo di una intelligenza artificiale che è stato in grado di estrarre un modello – l’intelligenza artificiale ha osservato l’attività cerebrale anche mentre il soggetto era a riposo, per cercare altri modelli simili.

Una volta che ha ottenuto queste informazioni, il sistema è stato utilizzato per deprogrammare la paura, innescando uno stimolo di ricondizionamento positivo e, una volta che i soggetti sono stati «riprogrammati», i loro soliti segni di paura di fronte al colore spaventoso, sono diminuiti.

Questa ricerca è particolarmente interessante perché paure specifiche generano la stessa attività cerebrale in persone diverse, pertanto si potrebbe creare una libreria di paure che permetterebbe all’algoritmo di conoscere i modelli senza dover effettivamente esaminare il cervello di tutte quelle persone. Inoltre, l’algoritmo non ha usi nefasti perché le paure possono solo essere rimosse, non possono essere inserite.

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