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Ecoinvezioni: la tenda biodegradabile usa e getta

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La tenda biodegradabile della designer Vanessa Harden, rappresenta la soluzione ideale per partecipare ad un raduno musicale all’aria aperta senza inquinare l’ambiente

La tenda biodegradabile usa e getta rappresenta la soluzione ecologica ideale per partecipare ad un raduno musicale od un festival all’aria aperta, senza avere la preoccupazione di inquinare l’ambiente. Si tratta, in pratica, di una tenda economica (con una ‘durata di vita’ di pochi giorni), realizzata con materiali completamente decomponibili in ambiente esterno, in grado di offrire una ‘scappatoia’ anche alle persone più pigre che, nelle gite fuori porta, non hanno voglia di caricarsi telo, corde e picchetti dietro lo zaino.

La nuova tenda ecologica, realizzata dalla designer inglese, Vanessa Harden, è costituita, in particolare, da un materiale speciale fatto di cartone e rivestito con cera d’api e cellophane biodegradabile. Proprio per queste sue caratteristiche, anche le persone più distratte che lascino (più o meno consapevolmente) la tenda usa e getta in mezzo ad un prato, non potranno arrecare danno all’ambiente, visto che il telo della Harden può essere smaltito in modo naturale dagli agenti atmosferici.

La nuova tenda ecologica inoltre, stando a quanto dichiarato dalla stessa designer, prende ispirazione direttamente dall’arte degli origami. L’arte giapponese di piegatura dei fogli infatti, ha influito direttamente sulle caratteristiche di montaggio della tenda, visto che è in grado di aprirsi come una fisarmonica, rimanendo tesa e stabile grazie a dei picchetti ‘green’, (anch’essi biodegradabili, perché ricavati dall‘amido di patate).

La tenda biodegradabile usa e getta, ha infine un ultimo ‘segreto’: durante la sua decomposizione vengono liberati i semi di una pianta, precedentemente inseriti all’interno del cartone. Una soluzione, questa, in grado di infondere un messaggio di speranza anche agli amanti della natura incontaminata, che vedono in questo tipo di rifiuti una possibile opportunità di ‘rigenerazione della terra’. L’idea, purtroppo, è ancora in via di sviluppo ma, in attesa che esca in commercio, è stato condotto già qualche esperimento durante il ‘T in the Park festival’ di Balado, in Scozia.

(Matteo Ludovisi)

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