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Ecoinvenzioni: il prato ibrido che riduce il rischio di alluvioni

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Il prato ibrido Festulolium e’ l’innovativa soluzione hi-tech sviluppata da un team di ricercatori del Regno Unito, per ridurre i rischi di alluvione di oltre il 50%

Il prato ibrido che riduce il rischio di alluvioni è l’innovativa soluzione hi-tech sviluppata congiuntamente da un team di ricercatori delle Università di Aberystwyth, Lancaster e Nottingham. Si tratta, in pratica, di una speciale pianta creata in laboratorio, le cui radici presentano un’eccezionale capacità di assorbimento dell’acqua. Grazie a questa sua caratteristica, la nuova pianta ibrida, coltivata ‘in gruppo’ come erba di un prato, è in grado di ridurre il rischio di dilavamento da alluvione di oltre il 50%, senza ingrossare torrenti e fiumi ed evitando così anche eventuali smottamenti del terreno.

La nuova pianta ibrida, in particolare, è stata creata in laboratorio sfruttando le peculiarità delle graminacee, (nota ‘famiglia’ di vegetali che, a seconda della specie, infoltisce spontaneamente savane praterie e steppe). E’ infatti grazie all’incrocio ‘biotecnologico’ di due graminacee molto comuni, la festuca dei prati (Festuca pratensis) e il loglio (Lolium perenne) – entrambe presenti in tutto il territorio italiano, dal livello del mare fino agli oltre 1800 metri di altitudine – che è stata creata la nuova specie ibrida, ribattezzata dagli scienziati ‘Festulolium’.

Il nuovo prato ibrido ‘Festulolium’, dopo 2 anni di studi e sperimentazioni, ha quindi dimostrato di poter funzionare come una vera e propria ‘pompa idraulica’, con delle capacità e dei tempi di assorbimento dell’acqua nettamente superiori alle singole specie di graminacee come, appunto, la festuca e il loglio.

Il prato ibrido ‘Festulolium’, inoltre, presenta anche un’alta qualità di foraggio, caratteristica molto utile per gli agricoltori. I ricercatori sono quindi, convinti dell’altissimo potenziale di questa pianta che, tra non molto, dovrebbe passare dagli attuali test sperimentali ad una fase di applicazione reale. Un’occasione, questa, che l’Italia potrebbe sfruttare a suo vantaggio, in modo da proteggere alcune parti del suo territorio da possibili rischi di dissesto idro-geologico.

(Matteo Ludovisi)

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