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Meduse, 7 consigli utili per proteggersi in mare

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Con il riscaldamento globale sempre piu’ meduse popolano i nostri mari, soprattutto in estate. Ecoseven.net vi suggerisce 7 consigli utili per proteggersi in mare dal loro morso

Con il riscaldamento globale sempre più meduse popolano i nostri mari, soprattutto in estate. Questo non solo mette a repentaglio la biodiversità del nostro ecosistema marino, ma rischia anche di rovinarci inevitabilmente le vacanze visto che i loro tentacoli, pur non essendo letali, sono estremamente urticanti e dolorosissimi una volta entrati a contatto con la nostra pelle

Mentre facciamo il bagno in mare, occorre sempre stare attenti alle specie di medusa che possiamo incontrare casualmente in acqua. Sono inoltre diverse le specie di medusa che è possibile avvistare nel Mare Nostrum: quella più fastidiosa è sicuramente la ‘Pelagia noctiluca’, che si muove in banchi di migliaia di esemplari (a volte anche milioni) ed i cui effetti urticanti possono provocare molto dolore.

In Italia inoltre, le specie di medusa più diffuse, oltre alla ‘Pelagia’, sono la ‘Rhizostoma pulmo’, con un bordo viola scuro ben visibile e il diametro di 30-60 cm, la ‘Cotylhoriza tuberculata’ giallastra, a forma di disco, la ‘Aurelia aurita’ e la ‘Pelagia noctiluca’, rosacea e luminescente di notte, con circa 10 cm di diametro. Innocua, invece, la ‘Velella’, piccolo organismo viola scuro, erroneamente confuso con le meduse

Per evitare quindi incontri fastidiosi o comunque limitare i danni causati dal contatto con le meduse, Ecoseven.net vi suggerisce 7 consigli utili per proteggersi in mare:

1. Il primo consiglio è di consultare sempre, prima di andare al mare, ‘La mappa delle meduse, realizzato da ‘Focus.it’. Il servizio on-line nasce come monitoraggio scientifico del fenomeno, ma è soprattutto una mappa delle spiagge d’Italia creata appositamente per turisti e bagnanti, in grado di segnalare in tempo reale tutti gli avvistamenti delle meduse lungo i litorali della penisola. Il servizio è scaricabile anche sottoforma di app per cellulare su questo sito. http://meteomeduse.focus.it/content/download-app

2. Applicare prima del bagno una crema protettiva antimedusa reperibile in farmacia. Le più comuni, oltre a rendere scivolosa la pelle (e di conseguenza difficile l’aggrapparsi dei tentacoli delle meduse), bloccano il sistema di attivazione delle cellule urticanti. Di solito sono efficaci anche per proteggersi dal sole.

3. In caso di contatto con i tentacoli urticanti della medusa, l’importante è non farsi prendere dal panico, stare calmi, respirare normalmente, uscire subito dall’acqua e poi lavarsi la parte colpita con acqua di mare che pulisce la pelle dalle parti gelatinose rimaste attaccate e diluisce la tossina non ancora penetrata. Attenzione: la zona della pelle infiammata non va mai lavata con acqua dolce perché favorisce la liberazione delle neurotossine presenti nel veleno

4. Il ‘morso’ della medusa scatena una reazione infiammatoria che causa bruciore alla pelle, dolore e prurito ma, per certe specie, anche shock anafilattico. Se in caso di contatto si hanno difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore e disorientamento, andate subito al pronto soccorso

5. Non strofinatevi la bocca e gli occhi dopo il contatto urticante con la medusa e non grattate la parte colpita; sarebbe meglio non esporla al sole ma tenerla coperta finché non è passata l’infiammazione

6. Le parti ‘infiammate’ possono essere disinfettate anche con del bicarbonato, purché si eviti di applicare alle zone interessate delle pietre calde o della sabbia, visto che il calore non è sufficiente a disattivare la tossina e quindi tale operazione risulterebbe inutile. In caso ne siate in possesso, è possibile utilizzare anche degli stick all’ammoniaca (contenuta anche nell’urina), anche se, alla lunga, potrebbero risultare poco efficaci contro le infiammazioni

7. La medicazione ideale contro il ‘morso’ della medusa consiste nell’applicare sulla pelle infiammata un gel astringente al cloruro d’alluminio che ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine

(Matteo Ludovisi)

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