Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

Una vita a rifiuti zero? È possibile. Parola di Lauren Singer

Condividi questo articolo:

Una ragazza di New York vive da due anni senza produrre rifiuti. Scopriamo la sua storia.

Vivere senza produrre rifiuti? Sembra impossibile, eppure Lauren Singer ce l’ha fatta. E vive così da due anni.

L’ispirazione le è venuta quando alla New York University si dedicava a studi sull’ambiente: oltre a protestare contro le multinazionali del petrolio si chiedeva: ‘come posso avere un impatto positivo sull’ambiente?’

Il primo passo fu aprire il frigo: si accorse che tutto era avvolto in packaging di plastica. Come era possibile, si chiese, professarsi ambientalisti e poi avere uno stile di vita così lontano dalla sostenibilità?

Il primo passo fu quindi eliminare la plastica: ‘ho smesso di comprare prodotti confezionati e ho iniziato a portare le mie buste per la spesa e a riempire i flaconi che riutilizzavo. Poi ho smesso di comprare vestiti nuovi, dedicandomi solamente all’usato. Ho prodotto da me ciò che serviva per lavarmi e per le cure personali’, racconta ne suo sito Trash is for Tossers. ‘Ho iniziato a dire no a tutto ciò che potesse generare rifiuti: dalle cannucce nei cocktail ai sacchetti di plastica o di carta nei negozi’.

Com’è la vita a rifiuti zero? Secondo Lauren non poi così male. Anzi, la giovane newyorchese sottolinea alcuni aspetti positivi della sua scelta: non ne guadagna solo l’ambiente, ma anche la salute, perché mangia meglio, e il portafogli, perché spende meno. In tutto questo c’è un benefit, forse il più importante, che è difficile da quantificare: si sente più felice.

Risparmia perché sa cosa comprare e non procede ad acquisti impulsivi, inoltre acquistando prodotti sfusi risparmia rispetto ai prodotti di marca impacchettati. Mangia meglio in quanto sceglie frutta e verdura biologica, cereali integrali e legumi. Punta sempre su cibi locali e stagionali dato che i mercatini a km 0 offrono ottimi prodotti non confezionati.

Inoltre, producendo da sé molti prodotti per la cura del corpo, fa la spesa più raramente e si tiene alla larga da tutto ciò che è chimico.

Il suo sito è diventato un punto di riferimento per le persone che vogliono approcciarsi a questo stile di vita; inoltre ha iniziato la propria attività, The Simply Co., dove produce oggetti artigianali, ovviamente senza produrre alcun rifiuto.

Lauren ci invita a chiederci quanti rifiuti produciamo e di che tipo. Prima di iniziare ci invita anche a chiederci il perché vogliamo ridurre i rifiuti: per l’ambiente? Per una vita più sana? Per risparmiare? Probabilmente risponderemmo ‘tutte e tre’, ma porsi degli obiettivi è un buon modo per iniziare un cammino. Il primo passo e capire quali dei prodotti che usiamo possono avere delle alternative sostenibili. 

Dopo questa fase possiamo iniziare a mettere in pratica il nostro piano di riduzione dei rifiuti partendo dalle cose più piccole: evitiamo prodotti usa e getta o bottiglie di plastica. Evitiamo la plastica in generale, sostituendola con prodotti più resistenti e duraturi; ad esempio in cucina preferiamo il vetro, l’acciaio o il legno. Iniziamo a diminuire i nostri bisogni, chiediamoci di cosa possiamo fare a meno. Quali vestiti usiamo e quali alla fine rimangono nell’armadio. Doniamo ciò che non ci serve o portiamolo ai mercatini dell’usato, compriamo cibi biologici a km 0 ed evitiamo il packaging.

Bastano una serie di buone pratiche e di attenzioni per iniziare il nostro percorso di riduzione dei rifiuti, inoltre questa è la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Un motivo in più per iniziare. Pronti?

a.po

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 43 volte.

Lauren Singer, riciclo, rifiuti, Trash is fo Tossers

I commenti sono chiusi.