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Una mostra fotografica denuncia l’enorme produzione di rifiuti

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Il fotografo Gregg Segal ha ritratto le persone insieme alla spazzatura da loro prodotta in soli 7 giorni

 

 

 

Si chiama “sette giorni di rifiuti” il progetto sviluppato dal fotografo californiano Gregg Segal che ha fotografato decine di persone insieme all’immondizia da loro prodotta nell’arco di una settimana. Ed è proprio vero che un’immagine a volte dice più di mille parole, perchè gli scatti di Segal danno un’idea precisa della quantità di rifiuti che ciascuno di noi produce in soli sette giorni. Bottiglie, cartoni, sigarette, piatti e stoviglie di plastica. C’è di tutto. Con l’ironia che spesso contraddistingue le sue opere, Segal ha fatto di questi rifiuti i comodi “giacigli” di amici, vicini, single o famiglie. Alcuni hanno partecipato al progetto come volontari. Segal ha comunque fatto attenzione a scegliere i protagonisti della sue foto fra esponenti di tutte le classi socio-economiche. Le foto sono tutte scattate dall’alto, mentre Segal ha utilizzato il suo giardino come location, trasformandolo di volta in volta in una foresta, una spiaggia, un mare. Anche il fotografo ha partecipato al progetto e si è ritratto con sua moglie e sua figlia in una foto.

“Può sembrare disgustoso – ha detto – ma voglio che la gente prenda consapevolezza di quanti rifiuti produciamo e di quanto, in gran parte, siano inutili”. 

Secondo l’Agenzia americana di protezione dell’ambiente, ogni statunitense produce in media oltre 4 chili di spazzatura al giorno, più del doppio della quantità prodotta nel 1960.

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