Sorelle d’Italia, fatti e non parole per le donne

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L’iniziativa di SorElle d’Italia ci sembra un modo fattivo e pratico di parlare di donne e non solo per riempirci la bocca ma anche per contribuire al miglioramento della situazione in Italia e non solo. Merito al direttore di Elle, Danda Santini

Centoventisette donne sono state uccise per violenza di genere in Italia nel 2010. Circa 6,7% in più rispetto al 2009. La maggiore parte italiane, uccise dai mariti (22%), compagni, conviventi (9%) o ex (23%), ma anche figli (11%) e padri (2%), anche loro italiani. Purtroppo, gli indici sono in preoccupante salita dal 2006. Per questa ragione, ad aprile del 2010, Elle Italia ha deciso di aderire all’iniziativa “Stati generali della donna” promosso da Elle Francia. Il progetto italiano, ribattezzato “SoreElle d’Italia”, ha organizzato gruppi di discussione in alcune città (Milano, Roma, Bari e Bologna) per coinvolgere associazioni per la difesa dei diritti femminili, rappresentante del governo, manager e professioniste della moda, bellezza e design. Per più di otto mesi, è stata fatta una profonda ricerca sul mondo femminile, sia dal punto di vista professionale, sociale, economico che famigliare e personale. Dal lavoro fino all’amore. Il risultato è un libro bianco “Quindici proposte concrete per migliorare la vita delle donne” con azioni che potrebbero offrire soluzioni alle diverse problematiche di maternità, conciliazione, lavoro delle donne e lotta contro la violenze e gli stereotipi. Il libro bianco di SoreElle d’Italia è stato presentato lo scorso 13 gennaio presso l’Università Bocconi di Milano.

Cinque delle azioni a favore della qualità di vita delle donne sono:

1. Indennità di maternità di maternità per cinque mesi non solo per le lavoratrici dipendenti ma anche per madri precarie, autonome, disoccupate

2. Potenziare gli asili nido, pubblici e aziendali

3. Usare il “risparmio” legato all’equiparazione dell’età pensionabile per uomini e donne per adeguare i servizi di cura per bambini e anziani agli standard europei

4. Corsi di quartiere contro la violenza alle donne e ai minori

5. Interventi nelle scuole per insegnare la parità, attraverso l’esame del ruolo delle donne nella politica istituzionale, nell’economia, nell’arte, e per ragionare sugli stereotipi di genere.

Per leggere il resto: www.elle.it    (gfc)

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