Manifestazione Ilva interrotta da tafferugli. Clini promuove decreto per bonifica

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Mattinata importante per l’Ilva di Taranto: la manifestazione organizzata dai dipendenti dell’Ilva e’ stata interrotta da contestazioni Cobas, Clini si impegna a presentare un decreto legge per le bonifica

Per il destino dell’Ilva è stata una mattinata intensa su più fronti. A Taranto migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione indetta dai sindacati contro la chiusura dello stabilimento, un’ipotesi che potrebbe diventare realtà se venisse confermato il decreto di sequestro per disastro ambientale disposto dalla magistratura tarantina. Ma la manifestazione è stata interrotta per circa mezz’ora dall’incursione di un centinaio di contestatori Cobas, che hanno lanciato sul palco uova e fumogeni, poi  si è conclusa senza incidenti dopo gli interventi dei leader sindacali nazionali, Angeletti (Uil), Bonanni (Cisl), Landini (Fiom), e Camusso (Cgil).

In contemporanea a Bari, nella sede della presidenza della Regione Puglia, si sono tenuti gli incontri, in successione, tra il ministro dell’ambiente, Corrado Clini e il governatore della Puglia Nichi Vendola, con i parlamentari locali e con il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante. Questo pomeriggio il Ministro incontrerà i leader sindacali, ma il Ministro ha già preso un importante impegno. Domani, infatti, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, in accordo con il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, presenterà al Consiglio dei ministri una proposta di decreto legge su Taranto per interventi di bonifica e di tutela ambientale, che prevede un intervento di oltre 336 milioni di euro.

Sempre domani, 3 Agosto, si attende anche la decisione del Tribunale del Riesame di Taranto sul ricorso presentato dall’Ilva contro il sequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento e le misure cautelari nei confronti degli otto indagati (tra dirigenti ed ex dirigenti) da ieri agli arresti domiciliari. 

L’Ilva di Taranto, o meglio gli impianti a caldo dell’azienda, sono stati posti sotto sequestro il 26 Luglio con il provvedimento firmato dal gip Patrizia Todisco. Nello stesso giorno sempre il gip Patrizia Todisco ha disposto gli arresti domiciliari per 8 persone, tra dirigenti ed ex dirigenti dell’Ilva: il patron Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli è succeduto nella carica e si è dimesso un paio di settimane fa, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, il dirigente capo dell’area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell’area agglomerato, Angelo Cavallo. Subito dopo la decisione del Gip, migliaia di lavoratori hanno dato avvio alla protesta contro la decisione della Magistratura, che accusa l’Ilva di disastro ambientale.

(gc) 

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