Mai piu’ Daniza: ecco come funziona il piano per salvare la lince iberica

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Da 100 a 320 esemplari, il progetto di reintroduzione della lince in Andalusia ha previsto anche la sensibilizzazione della popolazione

Tra gli animali a rischio estinzione in Europa, uno dei più minacciati è senza dubbio la lince iberica.

Per fortuna l’uomo si è mosso e ha avviato una serie di piani di ripopolamento nel suo habitat. In Andalusia tali progetti hanno dati buoni frutti, sebbene non manchino le criticità. Il progetto ha previsto non soltanto di liberare esemplari nati in cattività ma ha guardato più a lontano con piani di accrescimento delle prede naturali della lince (soprattutto conigli) e piani di sensibilizzazione ed educazione della popolazione per evitare episodi di bracconaggio o incontri al cardiopalma, ottenendo così il sostegno sociale al progetto (e qui viene subito in mente il caso dell’orsa Daniza e di un cercatore di funghi un po’ troppo curioso).  Nel 2002, quando sono partiti i primi progetti di conservazione, erano rimasti a malapena 100 esemplari di lince. Il piano ha previsto anche l’apertura di un allevamento per poterle poi reintrodurle in aree attentamente selezionate. Le prime reintroduzioni sono avvenute nel 2009 e in 4 anni 34 individui sono stati rimessi in libertà mostrando un ottimo adattamento e comportamenti del tutto simili a quelli dei loro compagni nati in libertà. Il programma sembra dare i suoi frutti e nel 2012 si è stimata una popolazione di linci pari a 320 esemplari. Certo, i problemi non mancano. Una percentuale ancora troppo alta di linci muore vittima del bracconaggio o investita dalle auto. In ogni caso, il Global Re-Introduction perspectives 2013, il documento elaborato dal gruppo di specialisti dello IUCN/SSC considera il progetto un successo.

AS

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