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No agli allevamenti intensivi, la campagna di Farms Not Factories

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Leggere bene le etichette e imparare a conoscere le aziende che allevano gli animali rispettandone dignità e salute, anche umana

Consumare solo carne di maiale proveniente da allevamenti certificati, in cui gli animali vengono allevati in modo sano e senza crudeltà. E questa la campagna ‘Take the Pig Pledge to buy meat from farms not factories’ che chiede alle presone di acquistare carne di maiale che venga da allevamenti che rispettano dignità e salute degli animali. L’invito non è limitato ai consumatori britannici perché solo un’azione collettiva con milioni di aderenti potrebbe davvero mettere fine a questo crudele sistema di allevamento.

La campagna è stata avviata dall’organizzazione ‘Farms Not Factories’ che rileva come solo un quinto dei maiali consumati in Gran Bretagna venga da allevamenti non intensivi in cui gli animali possono muoversi e mangiare in ampi spazi. Il resto viene da allevamenti intensivi, spesso malsani.

‘Abbiamo imparato – si legge nella presentazione della campagna – a tenere distinte nella nostra mente le immagini di animali allevati in spazi ristretti, sporchi e malsani da quelle delle belle confezioni di pancetta e carne che troviamo al supermercato. Ma le due cose sono strettamente connesse’. L’associazione Farms Not Factories vuole sensibilizzare le persone ad evitare di consumare la carne prodotta su larga scala da quelle che vengono chiamate le ‘fabbriche’ di animali. Meglio scegliere, anche a tutela della salute umana, il cibo prodotto da aziende piccole, conosciute, a conduzione familiare che operano nel rispetto degli animali e del pianeta. Ecco perché invita a leggere bene le etichette, ad informarsi e a scegliere con attenzione i prodotti che infiliamo nel carrello della spesa. Per saperne di più sulle attività dell’organizzazione c’è il loro sito: www.farmsnotfactories.org e la pagina web della campagna.

(A.S.)

Allevamenti, animali, carne, cibo, maiale

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