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La classifica delle migliori città d’Italia

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Legambiente ha stilato la classifica annuale: netta la divisione tra nord e sud del paese

Le città italiane con una migliore qualità della vita sono al nord: questo il risultato della ricerca di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani realizzata in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

Dal punto di vista ambientale timidi passi avanti sul fronte della raccolta differenziata e delle rinnovabili, mentre il trasporto pubblico rimane uno dei talloni d’Achille delle nostre città.

In generale il cambiamento è troppo lento e le città vengono definite ingessate, statiche e pigre: ‘manca – secondo Legambiente – il coraggio e la voglia di puntare sulla mobilità nuova per uscire dalla morsa di traffico e smog e sugli eco-quartieri per rigenerare le periferie e rilanciare il patrimonio edilizio’.

Rimane costante il divario tra nord e sud del paese: le città migliori infatti sono Verbania, Trento, Belluno, Bolzano, Macerata e Oristano. In generale i centri medio piccoli ottengono risultati migliori.

Brutte notizie per alcune città, tutte del sud, che popolano il fondo della classifica: la calabrese Vibo Valentia (101) e le siciliane Catania (100), Palermo (102), Agrigento (103) e Messina (104).

‘Per sperare che le nostre città migliorino – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – c’è una sola strada. Fare la scelta strategica, con i ministeri interessati coordinati da una vera cabina di regia, di fare dell’innovazione urbana e del miglioramento della vita in città la vera grande opera pubblica. La trasformazione delle città è una grande sfida che intreccia nuovi bisogni con cambiamenti istituzionali e organizzativi con sviluppo di nuove filiere industriali e passa dalla messa in sicurezza dalle catastrofi naturali, dal rilancio della vita sociale nei quartieri, dalla valorizzazione della cultura, dalla riqualificazione energetica, dall’arresto del consumo di suolo, dagli investimenti nel sistema del trasporto periurbano, dal sostegno alla mobilità nuova. Una scelta politica che andrebbe nella direzione dell’interesse generale: si crea lavoro migliorando il benessere e mettendo al sicuro le nostre città. Questa sì sarebbe un’ottima carta con cui l’Italia, patria dei liberi comuni, si potrebbe presentare a Parigi, nella prossima COP 21 a dicembre’.

La classifica viene stilata confrontando 18 indicatori: tre indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili).  

Sul fronte della mobilità sale in cattedra Bolzano: è l’unica città con solo il 30% di spostamenti urbani effettuati con mezzi privati a motore. 

A questo link è possibili visualizzare la classifica di Ecosistema urbano di Legambiente

 

 

 

 

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