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Farm Cultural Park: nella nuova fattoria si allevano talenti

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Cinque casupole fatiscenti nel cuore della Sicilia, in una delle zone più difficili della regione, rinascono fino a diventare un incubatorio di giovani talenti dell’arte. I successi che il “Farm Cultural Park” può annoverare nel suo primo anno di vita, raccontati da BiCuadro Architetti

La frase più ricorrente che si ascolta risuonare tra i sette cortili rinati a Favara attraverso un’iniziativa originale e coraggiosa dal nome Farm Cultural Park è “Tutto potevo immaginare fuorchè di trovare un posto come questo nel centro della Sicilia”. Al suo primo compleanno l’ingegnosa trovata puo’ vantare numerosi successi e il merito di aver innescato una piccola grande rivoluzione tutta guidata da giovani e ambiziose menti che dimostrano a pieno che volere e’ potere quando si vogliono cambiare le cose.

Cinque casette fino a quel momento abbandonate e fatiscenti in una delle zone più “Difficili” della Sicilia, rinate a un nuovo, inaspettato splendore, come spazio di libera espressione artistica e culturale. Un’operazione di “arte pubblica” rivolta al territorio e per il territorio. Uno spazio dove dare libero flusso e movimento alle creatività più contemporanee.Tra i suoi ideatori i fratelli Bartoli, la frequentazione dell’istituto d’arte e la contaminazione di varie amicizie nel campo, tra cui numerosi galleristi, fanno arrivare la prima esperienza, il primo input di questa avventura: la prima tappa di Sardegna-Sicilia andata e ritorno.

Da allora, in un anno, il successo e la crescita sono stati inarrestabili: dodici presentazioni in giro per l’Italia tra cui Roma, presso la Casa dell’Achitettura e il Macro, Torino, alla fondazione Merz, la Svezia, al Verket Museum, migliaia di visitatori e quasi 6000 fan su Facebook. Quando la fattoria alleva e coltiva talenti qualunque contesto puo’ essere trasformato, qualunque barriera superata. Stanno per nascere situazioni , satelliti della prima location, ma con lo stesso spirito, in giro per l’Italia e prossimamente anche all’estero.

In questo momento le risorse sono il coraggio e la buona volontà di alcuni privati, ma per la notevole funzione sociale dell’iniziativa ci si augura che le amministrazioni pubbliche possano sostenere una sicura arma di restauro sociale oltre che spaziale, di luoghi in cui l’arte sa curare al meglio qualunque patologia di contesto, solleticare e stimolare le menti e il pensiero, far rivolgere uno sguardo curioso, ma anche attento, all’arte e alle forme di espressione più care ai nostri giorni e alle nuove generazioni. I cortili esplodono di colori o si caratterizzano di atmosfere dark, come nel caso dell’artista Argentina Black Bacarra, con i suoi lavori dal sapore dark, o si rivolgono ad iniziative di interesse ambientale/ naturalistico nel caso dell’asta di cassette nido d’autore, trasformate in opere d’arte, il cui ricavato servirà per preservare aree di particolare interesse.

Molte anche le iniziative musicali legate alle sperimentazioni contemporanee, come nel caso degli”Irripetibili:mostra di canzoni non riascoltabili fuori da qui”o delle installazioni di Carmelo Nicotra “Suspended Memories”rappresentativa del trauma, del senso del crollo o della mancanza conseguente ad un terremoto. Tematiche variopinte e molteplici, provocazioni sui più svariati fronti, riflessioni, importanti innovazioni e trasformazioni nel territorio e nello status sociale, contaminazioni, arte in movimento, spazio e voce ai giovani:la ricetta perfetta della la nuova fattoria.

Claudia Alessandro
a cura di BiCuadro Architetti
 

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arte, artisti, Farm cultural park, Macro, Sicilia

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