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Clima, il 2011 si conferma uno degli anni piu’ caldi

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Non si assisteva ad un caldo simile dal 1850. L’anno che volge al termine si classifica al decimo posto ex aequo degli anni più caldi dal’inizio dei rilevamenti. L’organizzazione meteorologica dell’Onu preoccupata avverte che ci si sta avvicinando a cambiamenti irreversibili

Siamo a dicembre, eppure non si vedono in giro sciarponi di lana, cappelli e copri-orecchie. Il freddo invernale sembra non essere ancora arrivato. Soprattutto, se guardando i turisti romani, ci si accorge che sotto il K-way antipioggia si nasconde una magliettina di cotone, a maniche corte.  
 

Le impressioni, purtroppo, sono confermate dall’Organizzazione meteorologica dell’Onu (Wmo) che, alla 17esima Conferenza sul clima a Durban, ha avvertito che l’anno che volge al termine ha fatto registrare un aumento delle temperatura. Preoccupati gli scienziati temono per il futuro della Terra: ci si sta avvicinando velocemente a cambiamenti irreversibili.

Secondo i dati provvisori del Wmo, infatti, le temperature medie combinate dell’aria e della superficie del mare e delle terre emerse, per il periodo compreso tra gennaio ed ottobre 2011, presentano un aumento stimato in  0,41° C ± 0,11°C (0,74° F ± 0,20° F) in rapporto alla media annuale di  14,00° C (57,2° F), per il periodo 1961-1990. L’anno che volge al termine si classifica al decimo posto ex aequo degli anni più caldi dal’inizio dei rilevamenti nel 1850. La temperatura media del decennio 2002-2011, superiore di  0,46°C alla media a lungo termine, è la più elevata constatata, così come per il decennio 2001-2010.
 

Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto nuovi picchi e sembrano essere ancora in crescita, aumentando mediamente ogni anno di 2/2,4 gradi Celsius la temperatura media globale. Secondo gli esperti, un aumento oltre la soglia dei due gradi potrebbe innescare cambiamenti irreversibili per il sistema terrestre.
 

A beneficiare delle anomalie termiche sono stati i cittadini del nord della Russia, dove le temperature tra gennaio ed ottobre sono state superiori di circa 4° C rispetto alla media.
 

Strano, soprattutto perché quest’anno il nostro pianeta ha ospitato la Nina, l’oscillazione periodica (tra i 3 ed i 7 anni) della temperatura delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centro-orientale, a cui corrispondono cambiamenti di pressione e una diminuzione delle temperature.

(GC)

 

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