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Che fine faranno i pesci?

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A rischio il 60% delle specie ittiche del mondo

Una nuova ricerca suggerisce che i cambiamenti climatici minacciano di eliminare significativamente più specie di pesci di quanto si pensasse in precedenza.

Se le temperature globali medie aumentassero di 5° C – sarebbe uno scenario da incubo per il riscaldamento globale – allora, come riporta New Scientist, il 60% di tutte le specie ittiche potrebbe estinguersi entro l’anno 2100.

È una notizia triste, molto più triste di quanto avevano previsto studi precedenti – secondo i quali i pesci avrebbero resistito molto di più.

Le altre ricerche che avevano misurato l’impatto dell’innalzamento della temperatura dell’acqua sulle popolazioni ittiche si erano concentrate esclusivamente sulla capacità dei pesci adulti di adattarsi. Basandosi esclusivamente su queste misurazioni, quindi, gli scienziati si aspettavano che solo il 5% delle specie di pesci morisse nelle stesse condizioni.

Ma il nuovo studio tiene conto anche delle larve di pesce, degli embrioni e di altre fasi del ciclo di vita dei pesci. E in quelle fasi, i pesci sono molto più vulnerabili alle alte temperature.

«Questo sta gettando luce su una fase della vita che è stata in gran parte ignorata», ha detto a New Scientist Hans-Otto Pörtner dell’Istituto Alfred Wegener.

L’unica fortuna che abbiamo – e quindi l’unica risorsa sulla quale possiamo sperare – è che l’anno 2100 è ancora piuttosto lontano e siamo ancora in grado di mettere in campo tutti i nostri sforzi che, limitando l’incedere dei cambiamenti climatici, potrebbero salvare molte di quelle specie.

«Possiamo dire che 1,5 [gradi] non è un paradiso, ci saranno dei cambiamenti», ha detto Pörtner a New Scientist.

«Ma possiamo limitare questi cambiamenti se riusciamo a fermare i cambiamenti climatici. I pesci sono davvero importanti per l’alimentazione umana, quindi questo studio è un valido spunto per proteggere i nostri ecosistemi e ambienti naturali».

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