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Servono davvero gli esercizi di gratitudine?

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Secondo un nuovo studio, la pratica di pensare a quello per cui si è grati non allevia i sintomi di ansia e depressione.

Quando veniamo sopraffatti dalla tristezza, dall’ansia, dallo sconforto, sono in molti a dirci che dovremmo concentrarci sulle cose belle della nostra vita per aumentare e la nostra felicità.

Eppure, secondo uno studio della Ohio State University, questo modo di fare ha, nella migliore delle ipotesi, benefici molto limitati per la depressione e l’ansia.

Anche se fare un esercizio di gratitudine di certo non può far male, secondo i ricercatori non possiamo pensare che ci aiuterà a farci essere meno depressi o ansiosi.

«Per anni abbiamo sentito nei media e altrove come trovare dei modi per aumentare la nostra gratitudine possa aiutarci ad essere più felici e più sani» ha affermato David Cregg, autore principale dello studio e dottorando in psicologia in Ohio Stato, «ma quando si tratta di un presunto beneficio di questi interventi – come aiutare con i sintomi di ansia e depressione – sembrano davvero avere un valore limitato».

Il team ha analizzato i risultati di 27 diversi studi che esaminavano l’efficacia degli esercizi di gratitudine sulla riduzione dei sintomi di ansia e depressione.

Con 3.675 partecipanti riuniti, gli studi si basavano su alcuni compiti, come quello di pensare a «tre cose buone», in cui una persona scrive tre cose che sono andate bene durante il giorno e ci riflette.

Molti studi hanno confrontato i partecipanti che avevano fatto esercizi di gratitudine con quelli che non lo avevano fatto e hanno scoperto che questa pratica era solo leggermente migliore nell’alleviare l’ansia e la depressione rispetto all’attività non correlata.

Una lieve differenza non è abbastanza per consigliare la gratitudine come trattamento.

Ovviamente non vuol dire nemmeno che non la si debba consigliare, ci sono molti altri tipi di benefici nel rendersi conto di quali sono le cose per cui si è grati nella vita – nelle relazioni, per esempio o nei problemi di salute mentale.

Come ha detto Cregg: «il problema è quando proviamo a trasformare la gratitudine in uno strumento di auto-aiuto».

«La gratitudine non può aggiustare tutto».

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