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Stimolare i neuroni per combattere le dipendenze

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La stimolazione cerebrale magnetica potrebbe essere un metodo per aiutare i tossici a guarire

Dal momento in cui ha ricevuto l’approvazione da parte della FDA nel 2008, la stimolazione magnetica transcranica (TMS) si è rivelata un trattamento davvero efficace per la depressione. Per questo, adesso, un team di ricercatori si sta preparando a rispondere a una domanda che in molti hanno posto negli ultimi anni: la TMS può essere usata anche per trattare la tossicodipendenza?

La TMS è un metodo non invasivo per stimolare i neuroni: il trattamento consiste nel posizionamento vicino al cervello di un dispositivo che genera impulsi elettromagnetici che influenzano l’attività neurale, a volte accelerando l’accensione dei neuroni, a volte rallentando il processo, a seconda di variabili come la frequenza, la durata e il pattern degli impulsi.

Il medico italiano Luigi Gallimberti, che ha trattato più di 300 pazienti dipendenti dalla cocaina utilizzando questa tecnica, ha iniziato a indagare l’idea a partire da uno studio del 2013 del National Institute on Drug Abuse (NIDA), che aveva dimostrato come stimolare il cervello di ratti tossicodipendenti poteva aiutarli a liberarsi dal vizio.
I ratti sono stati geneticamente modificati per permettere ai loro neuroni di essere controllati con la luce e sono stati addestrati a perseguire la cocaina in modo persistente, anche resistendo a scosse elettriche ripetute pur di ottenerla: quando i ricercatori del NIDA stimolavano l’area del cervello del ratto responsabile del controllo dell’impulso, la dipendenza dell’animale era immediatamente repressa.

I co-autori dello studio, i neuroscienziati Antonello Bonci e Billy Chen, hanno affermato che la corrispondente area del cervello umano – una parte della corteccia prefrontale – poteva essere trattata con la TMS ed è proprio quello che Gallimberti ha deciso di provare.

Molti esperti sono scettici e sostengono che si tratti di poco più di un effetto placebo, ma sono partite molte altre ricerche per indagare: la Medical University of South Carolina, il National Institute of Psychiatry di Città del Messico e lo stesso NIDA hanno iniziato studi in merito.

Se questi studi dovessero produrre risultati promettenti, i tossici dipendenti dalla cocaina potrebbero avere accesso a un trattamento non solo relativamente economico ma anche non invasivo.

Non ci resta che attendere.

cervello, depressione, Dipendenze, salute, Stimolazione magnetica


Redazione Ecoseven

La Redazione Ecoseven realizza contenuti di approfondimento dedicati ad ambiente, energia, economia sostenibile, innovazione, mobilità, alimentazione e benessere. Dal 2010 Ecoseven pubblica notizie, analisi e guide informative con l'obiettivo di rendere accessibili temi legati alla sostenibilità, alla transizione ecologica e alla qualità della vita. I contenuti vengono verificati e aggiornati sulla base delle fonti disponibili al momento della pubblicazione.

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