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Trivelle in Campania? La vera ricchezza è il vino

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La ricerca di idrocarburi potrebbe compromettere la produzione di vino di un’area apprezzata per i suoi prodotti naturali

In Irpinia temono l’arrivo delle trivelle: il progetto si chiama Gesualdo-1 ed è previsto, come dice il nome, a soli 300 metri dal castello baronale del comune di Gesualdo. 

Perplessi i sindaci della zona e i comitati e anche il Consorzio di tutela dei Vini d’Irpinia, che ha preso posizione contro il progetto: ‘L’ Irpinia è attualmente interessata da due progetti che coinvolgono decine di Comuni in cui si vorrebbe cercare ed estrarre petrolio, gli stessi Comuni e la stessa Provincia da cui provengono ben 3 delle 4 DOCG campane: Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo e gli stessi territori in cui vengono coltivate le eccellenze della produzione agroalimentare campana e nazionale, apprezzate sulle tavole di tutto il mondo. Il Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia composto da produttori di uve e aziende vitivinicole opera per la promozione e la tutela delle 3 DOCG e rappresenta circa l’80% della produzione dei vini irpini certificati DOP’.

I viticoltori fanno notare che l’estrazioen di idrocarburi genera effetti negativi sulle condizioni socio-economiche dell’ambiente locale: ‘produce un grave inquinamento delle falde acquifere, una bassissima intensità occupazionale per il territorio e una instabilità dell’economia legata alle attività estrattive. Parallelamente le iniziative di questo genere provocano l’immediata distruzione del valore di immagine della produzione agricola, fortemente correlata alla salubrità e integrità ambientale. L’Irpinia è da sempre legata a tali risorse: intere generazioni di famiglie irpine hanno vissuto e vivono delle economie agroalimentari tipiche di questa terra, olio, vino, formaggi, castagne, nocciole, molte delle quali hanno ottenuto il riconoscimento di denominazione d’origine protetta e una legittimazione qualitativa internazionale’.

I produttori di vino dell’Irpinia richiamano l’esperienza delle Langhe, in Piemonte, dove si producono Barolo e Barbaresco: recentemente sono state inserite nel patrimonio dell’Unesco. Un’idea di qualità difficilmente compatibile con le trivelle e il petrolio.

A livello nazionale è in crescita il vino bio, un altro modo per puntare sul territorio e il rispetto dell’ambiente e dei frutti che ci dona.

a.po

 

 

 

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