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Cibo ebraico e musulmano, da oggi sara’ anche made in Italy

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Made in Italy diventa kosher e halal. Per un mangiare più “lecito” e “adatto”. Solo il giro di affari Halal muove nel mondo duemila miliardi di dollari, di cui 5 in Italia. Un mercato potenziale molto promettente che vuol dire integrazione e condivisione

 

Il Made in Italy diventa Kosher ed Halal. Ovvero, nelle lingue di origine, l’ebraico e il musulmano, “adatto” e “lecito”.

 

Cibo inteso come strumento privilegiato di condivisione, rispetto e conoscenza. Ma non solo: come opportunità per nuovi mercati. Solo negli Usa il mercato alimentare Kosher vale 12,5 miliardi di dollari, che si prevede diventino 17 nel 2013. Se in Italia il giro di affari legato al cibo Halal “vale” 5 miliardi di euro, (2 mila miliardi di dollari nel mondo di cui 70 miliardi solo in Europa) quello Kosher rappresenta invece un importante strumento per fare leva sull’export.

 

Se infatti la comunità ebraica italiana non conta più di 50mila unità, anche vero che attualmente negli Usa sono 18 mila i supermercati che vendono prodotti certificati Kosher, per un bacino di 75 milioni di consumatori. Circa un americano su cinque consuma prodotti “adatti” per la religione ebraica: Il 62 per cento dei consumatori Usa acquista Kosher per la maggior qualità; il 51 per cento perché ritiene i prodotti più salubri; il 34 per cento per la garanzia di sicurezza e controllo. Senza contare i prezzi: stando a quanto emerge dalle analisi presentate da Orthodox Union, chi acquista Kosher spende in media il 60 per cento in più di chi compra prodotti non certificati. Diverso il discorso per quanto riguarda i prodotti certificati Halal, che trovano in Italia circa un milione e mezzo di potenziali consumatori.

 

A cogliere l’opportunità è la Confagricoltura che sta predisponendosi per consentire alle aziende associate un sistema di certificazione per venire incontro alle esigenze multietniche.

(Nereo Brancusi)

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