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L’alta moda diventa green grazie a Best Recycling

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Il verde va sempre più di moda: le grandi firme attente all’ambiente, oltre che allo stile, potranno ora fregiarsi di un marchio ‘green’, Best Recycling.  Per ottenerlo devono recuperare al 100% gli scarti di lavorazione

Tutte le industrie dell’indotto dell’alta moda che producono pellicce, confezioni, calzature, accessori, possono dimostrare la loro sensibilità ambientale impegnandosi a riusare tutti i materiali di scarto. Questa è l’idea di Waste Recycling, azienda Italiana attiva nello smaltimento e nel trattamento dei rifiuti industriali, che ha registrato nell’Unione Europea il marchio Best Recycling e lo presenterà a Ecomondo, la fiera internazionale dello sviluppo sostenibile, in programma a Rimini questa settimana dal 5 all’8 novembre.

Come vengono trasformati gli scarti di lavorazione dei capi che troviamo nelle vetrine di tutto il mondo? ‘I ritagli di pelle sono avviati per produrre ammendanti e fertilizzanti. I materiali ferrosi, dopo accurata selezione, finiscono in fonderia per il recupero. La plastica, lavata e bonificata, viene ridotta in scaglie affinché sia pronta per nuove lavorazioni. Gli scarti di legno sono utili nella produzione di pannelli in truciolare. Infine gli scarti indifferenziabili non pericolosi, come poliaccoppiati o altro, sono destinati al recupero energetico’, spiega Maurizio Giani, presidente di Waste Recycling.

L’intero processo, una volta certificato e sottposto a verifiche periodiche da parte di un organismo indipendente (Certyquality) dà diritto al marchio; tutto ciò, secondo Giani, rappresenta solo l’inizio: ‘Il passo successivo del progetto è l’estensione a tutte le aziende della filiera, affinché diventi anche un requisito distintivo e di accredito delle Pmi che forniscono i grandi marchi’.

 a.po

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