Riciclo: quando i rifiuti diventano oggetti d’arte

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Anche i rifiuti, grazie alla fantasia, possono avere nuova vita e diventare oggetti d’arte: ecco il progetto EcodesignEureka

 

Anche i rifiuti possono essere recuperati e possono diventare opere d’arte. E’ questa l’idea base che ha spinto Eleonora Pimponi e Francesco Medori a dare vita al progetto EcodesignEureka, il cui obiettivo principale è quello di veicolare, tramite le loro creazioni, il messaggio di rispetto ambientale insito nella possibilità di recuperare oggetti e materiali negletti donando loro una nuova vita.

Le loro idee su riciclo e arte sono in continua evoluzione e attraverso il sito internet www.ecodesigneureka.it la dimensione del loro mondo è totalmente cambiata, consentendogli il passaggio da un piccolo laboratorio in Umbria, alla condivisione del loro progetto con il maggior numero possibile di persone. Sono molti gli eventi finalizzati a sollecitare la sensibilità verso l’arte dei rifiuti cui hanno partecipato e dove hanno avuto l’occasione di scambiare idee e ricevere consigli da altri artisti che hanno scelto la strada del design etico ed autoprodotto.

Sono tre le principali questioni attorno alle quali ruota il loro lavoro di recupero e riciclo. La prima riguarda la condivisione di esperienze, progetti e partecipazione attiva, che ha fatto sì che potesse essere recuperato il ruolo sociale dell’artista, al quale oggi più che mai deve essere richiesto di stare in mezzo alla gente, proporre stili di vita più consapevoli e collaborare con altri. La seconda fa leva sull’esercizio della fantasia, in tal senso i materiali prediletti sono carta, cartone di recupero, legno, metallo, plastica e la loro tecnica preferita è l’assemblaggio. Tutto questo evoca più un universo post-industriale nel quale dalle macerie possono rinascere cose rinnovate dalla mente e dalla mano dell’artista che i tradizionali atelier. L’altra questione è nella volontà di coniugare etica ed estetica che viene resa sia con la realizzazione di pezzi unici, bizzarri ed economici, derivanti da scarti ai quali è stata data una seconda chance, sia con l’attuazione di laboratori ludici per bambini dove si insegna loro il piacere di giocare autocostruendosi i propri giocattoli utilizzando cose da scartare e l’ambizioso progetto (ora in fase di programmazione) di insegnare l’arte del riciclo creativo nelle carceri, cioè nei luoghi preposti per antonomasia al recupero. (red/com)

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