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In Italia cala il consumo di frutta e verdura

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L’Italia è il paese del buon cibo ma anche delle cattive abitudini a tavola. In dieci anni, tra il 2000 e il 2010, è calato del 22 per cento il consumo di frutta e verdura nelle famiglie italiane. Colpa degli eccessivi rincari, causati da condizioni di lavoro degli agricoltori sempre più complicate

L’Italia è il paese del buon cibo e del buon vino, le nostre abitudini alimentari sono famose in tutto il mondo e tutto il mondo ce le invidia. Però spesso ci dimentichiamo che la ricetta per stare bene è seguire una dieta il più possibile completa: pasta, carne, latte, uova, ma soprattutto frutta e verdura. Mele, pere, arance, banane, lattuga, spinaci, legumi devono essere presenze fisse sulle nostre tavole. Ma negli ultimi dieci anni si è registrato un calo dei consumi preoccupante: gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie italiane sono passati da 450 chili nel 2000 e 350 chili nel 2010. Cento chili in meno.

Un dato che fa riflettere e che sicuramente sarà affrontato nel corso del Mac Frut 2011, la rassegna internazionale sull’ortofrutta che si è aperta oggi a Cesena. Il trend del calo dei consumi di frutta e verdura nelle famiglie, segnala la Coldiretti, sta proseguendo anche nel 2011 con una diminuzione in quantità del 3% nel primo semestre. Nel 2010 le famiglie italiane hanno acquistato 8,3 milioni di tonnellate di ortofrutta per una spesa complessiva di 13 miliardi, di cui circa 4,5 milioni di tonnellate gli acquisti di frutta e 3,8 milioni di tonnellate quelli degli ortaggi.

I problemi legati al crollo dei consumi di frutta sono da ricercare nei costi che si sono notevolmente alzati negli ultimi anni: responsabilità di tutti gli attori della filiera produttiva e delle difficili condizioni di lavoro in cui si trovano sempre più spesso gli agricoltori.

giacomo gallo

cibo, consumi, frutta, salute, verdura

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