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Carne e salumi, mezzo milione di italiani li mangia tutti i giorni. Ma a rifiutarli sono oltre un milione

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Il salvagente del settore è l’export ma bisogna fare attenzione anche all’import di questi prodotti. Per fare ciò bisogna puntare sulle denominazioni di origine controllata. Gli italiani che mangiano carne lo fanno anche tre volte a settimana, oltre un milione chi non consuma affatto questo prodotto

Prosciutto di Parma, salame di Milano? Prodotti di eccellenza conosciuti in tutto il mondo. Ma a rischio. Se l’export cresce, aumenta infatti anche l’import. L’unico modo reale per tutelare il made in Italy agroalimentare è quello di puntare sulle denominazioni di origine.

E a parlare sono i dati. Tra il 2000 e il 2010 l’import delle carni ha viaggiato ad una media del +2,3 per cento mentre l’export si è attestato ad un +5,1 per cento; se i consumi pro capite hanno fatto registrare +0,7 per cento, l’indice de prezzi, specularmente, è calato dello 0,7 per cento, a fronte di un incremento dell’indice costi del 2,6 per cento; l’indice di redditività, infine, ha progressivamente perduto il 3,2 per cento. L’export si rivela, dunque, il solo salvagente del settore: i più importanti importatori sono la Germania, la Francia e il Regno Unito.

Ma sono le denominazioni di origine il “plus” dell’Italia. Nel periodo recente si rileva una crescita delle denominazioni del 27 per cento, il cui mercato al consumo nazionale nel 2010 “vale” 2,7 miliardi di euro. Cifra che raggiunge i 3,3 miliardi di euro se si comprende l’export. In una recente analisi redatta da Ismea in occasione della Fiera internazionale del Bovino da latte di Cremona, emerge che il clima di fiducia delle imprese di seconda lavorazione delle carni risulta nel 2011 ampiamente superiore a quello del complesso dell’industria alimentare: le attese di produzione trainano più dell’incremento degli ordini e della riduzione. A migliorare le attese circa gli ordini sono soprattutto i paesi dell’area extra europea. Sempre secondo l’analisi di Ismea sono 500mila i consumatori che mangiano carne e salumi tutti i giorni. Mentre sono 1,2 milioni quelli che li rifiutano. Ma più in generale ogni italiano li mangia almeno tre volte a settimana. 

(Nereo Brancusi)

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