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Agricoltura biologica. Più efficenza, meno fertilizzanti e meno Co2

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Cambiare l’agricoltura per ridurre l’inquinamento atmosferico: e’ questo quello che chiede la Fao, dopo aver esaminato l’impatto delle coltivazioni e dell’allevamento

Cambiare l’agricoltura per ridurre la CO2 in atmosfera. E’ questo il grido disperato della Fao, che chiede agli agricoltori e alle aziende di abbandonare pesticidi e fertilizzanti nella coltivazione. Il recente rapporto della Fao ‘Energy-smart food for people and climate’, citato da Global bioenergy partnership (Gbep), evidenzia come il settore agroalimentare utilizzi il 30% dell’energia mondiale e sia responsabile del 20% delle emissioni totali di gas serra in atmosfera.

L’agricoltura dovrebbe cambiare modo di coltivazione. Il problema dell’inquinamento agricolo è rappresentato dall’uso di fonti fossili, attualmente necessarie per la creazione di fertilizzanti, la meccanizzazione della produzione e altre attività legate al comparto. La Fao auspica, quindi, un ripensamento dell’industria alimentare, attraverso un miglioramento dell’efficienza energetica, l’utilizzo di fonti rinnovabili, un programma di sviluppo che consideri centrale la questione della sostenibilità ambientale.

Cambiare l’agricoltura e rinunciare ai pesticidi e ai fertilizzanti avrà dei risvolti anche sulla nostra salute. Ogni giorno, mangiando frutta coltivata a forza di pesticidi ingeriamo sostanze chimiche inorganiche a base di arsenicato, cloro, zolfo e altri elementi più complessi, che potrebbero rilevarsi tossici per la nostra salute. Ogni alimento agricolo, prima di essere immesso sul mercato, è soggetto a dei test che controllano i pesticidi residui sul frutto o sulla verdura: se gli esami dimostrano un livello superiore a quello consentito allora viene ritirato dal mercato. Ma per quanto si possa tenere sotto controllo la quantità residua di pesticidi, è ovvio che ingerire un frutto non del tutto naturale potrebbe rivelarsi tossico.

(gc) 

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