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Alcol e zucchero: perché i cocktail più dolci fanno ubriacare meno (massima attenzione)

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di Redazione Ecoseven – Aggiornato il 21/07/2026

alcol e zucchero

In breve,

il rapporto tra alcol e zucchero nasconde un effetto che quasi nessuno conosce: a parità di alcol, un cocktail molto dolce fa salire meno la concentrazione di alcol nel sangue rispetto allo stesso drink preparato con un dolcificante senza zucchero. La differenza misurata in laboratorio non è piccola. Ma prima di ordinare il cocktail più zuccherato del menù convinti di guidare più sicuri, c’è un rovescio della medaglia che ribalta completamente la lettura di questo studio, ed è il motivo per cui i ricercatori lo hanno condotto.

Uno studio condotto da ricercatori della Griffith University australiana (Cassie Smith, Ben Desbrow, Christopher Irwin e colleghi), presentato nel 2016 attraverso la Research Society on Alcoholism, ha misurato che un cocktail contenente 50 grammi di zucchero riduce fino al 37% la concentrazione di alcol nel respiro rispetto allo stesso drink allungato con acqua. Il meccanismo non ha nulla di magico: lo zucchero rallenta lo svuotamento dello stomaco, e questo ritarda l’arrivo dell’alcol nell’intestino, dove viene assorbito.

Alcol e Zucchero: perché lo zucchero rallenta l’assorbimento dell’alcol

Quando beviamo, l’alcol non entra subito nel sangue: deve prima passare dallo stomaco all’intestino tenue, che è il vero luogo dove viene assorbito in massa. Tutto ciò che rallenta lo svuotamento gastrico ritarda quindi anche il picco di alcol nel sangue.

Lo zucchero agisce esattamente così. Una bevanda molto zuccherata viene trattata dallo stomaco un po’ come se fosse cibo: la sua presenza rallenta il passaggio verso l’intestino. Il risultato è che l’alcol entra nel circolo sanguigno più lentamente e in quantità di picco inferiore, dando una sensazione di ubriachezza meno intensa a parità di dose bevuta.

Nello studio australiano, 26 donne di circa 25 anni hanno assunto in giornate diverse la stessa quantità di vodka, mescolata di volta in volta con acqua, con un dolcificante artificiale (aspartame) o con due dosi di zucchero (15 o 50 grammi). L’effetto è risultato proporzionale alla quantità di zucchero: con 50 grammi la concentrazione di alcol nel respiro è scesa del 37%, mentre con 15 grammi la riduzione è stata solo dell’8%.

Cocktail dolce o versione “light”? Il vero rischio sono i mixer senza zucchero

Qui sta il punto che rovescia la notizia. Lo studio non è nato per promuovere i cocktail dolci, ma per lanciare un allarme sul loro opposto: i mixer dietetici e le bibite “light”.

Poiché sono le bevande senza zucchero a non rallentare lo svuotamento gastrico, un drink preparato con una bibita light fa salire l’alcol nel sangue più in fretta e più in alto rispetto alla versione zuccherata. Una ricerca precedente di Cecile Marczinski e Amy Stamates (2013), pubblicata sulla rivista Alcoholism: Clinical and Experimental Research, aveva già dimostrato questo effetto su bevitori di entrambi i sessi: chi mescolava l’alcol con una bibita dietetica raggiungeva concentrazioni di alcol nel respiro più elevate rispetto a chi usava una bibita zuccherata.

L’aspetto più insidioso è che le persone non percepiscono la differenza: si sentono ubriache allo stesso modo, ma con il mixer light hanno in corpo più alcol di quanto credano. È una trappola pericolosa soprattutto per chi poi si mette alla guida convinto di essere sotto la soglia.

Aggiungere zucchero per ubriacarsi meno è una buona idea?

No, e per più di un motivo. Il rallentamento dell’assorbimento non riduce la quantità totale di alcol che il corpo deve smaltire: ritarda soltanto il picco. L’alcol assunto resta lo stesso e va comunque metabolizzato dal fegato.

In più, caricare i cocktail di 50 grammi di zucchero significa aggiungere una quantità rilevante di calorie e zuccheri semplici a una bevanda che ne è già ricca. Barattare un po’ di lucidità in più con un forte carico glicemico non è uno scambio salutare. La lettura corretta dello studio non è “bevi più dolce”, ma “non fidarti della sensazione di sobrietà”: la percezione dell’ubriachezza è un pessimo indicatore di quanto alcol si ha effettivamente nel sangue, in un senso e nell’altro.

 

FAQ – Domande frequenti

Lo zucchero fa ubriacare di meno?

A parità di alcol, un cocktail molto zuccherato fa salire più lentamente la concentrazione di alcol nel sangue, dando una sensazione di ubriachezza meno intensa. Lo zucchero rallenta lo svuotamento dello stomaco e ritarda l’assorbimento dell’alcol nell’intestino. La quantità totale di alcol da smaltire, però, resta invariata.

Perché i cocktail con bibite light ubriacano di più?

Le bibite dietetiche, prive di zucchero, non rallentano lo svuotamento gastrico: l’alcol raggiunge quindi l’intestino e il sangue più rapidamente, con un picco di concentrazione più alto. Studi hanno mostrato che chi usa mixer light raggiunge concentrazioni di alcol nel respiro superiori rispetto a chi usa mixer zuccherati.

Di quanto lo zucchero riduce l’alcol nel sangue?

In uno studio della Griffith University, un cocktail con 50 grammi di zucchero ha ridotto la concentrazione di alcol nel respiro fino al 37% rispetto allo stesso drink con sola acqua. Con 15 grammi di zucchero la riduzione è stata molto inferiore, circa l’8%: l’effetto è proporzionale alla quantità di zucchero.

Bere cocktail dolci è più sicuro per la guida?

No. Anche se la sensazione di ubriachezza è attenuata, l’alcol nel corpo va comunque smaltito e la concentrazione nel sangue continua a variare nel tempo. Affidarsi alla sensazione di lucidità è pericoloso: l’unico modo per guidare sicuri è non bere alcolici prima di mettersi al volante.

Lo zucchero elimina gli effetti dell’alcol?

No, li rende solo meno percepibili nell’immediato rallentando il picco di assorbimento. L’alcol assunto resta identico e produce gli stessi effetti sull’organismo e sul fegato. Lo zucchero non “cancella” l’alcol e non accelera lo smaltimento della sbornia.


ATTENZIONE: questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce un incoraggiamento al consumo di alcolici né un consiglio medico. Il consumo di alcol comporta rischi per la salute a qualsiasi dose e non esiste una quantità “sicura”; è particolarmente sconsigliato a chi deve guidare, in gravidanza, in età minorile e a chi assume farmaci. La percezione soggettiva di sobrietà non è un indicatore affidabile della concentrazione di alcol nel sangue: non usarla mai per decidere se mettersi alla guida.

Fonti principali: studio della Griffith University (Smith C., Desbrow B., Irwin C. e colleghi), presentato tramite la Research Society on Alcoholism nel 2016, sulla riduzione della concentrazione di alcol nel respiro con mixer zuccherati; Marczinski C.A., Stamates A.L., “Artificial Sweeteners Versus Regular Mixers Increase Breath Alcohol Concentrations in Male and Female Social Drinkers”, Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 2013.

 

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Redazione Ecoseven

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