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**Cinema: poliziotto, ‘Patrizia Reggiani deve ancora restituirmi giaccone, curioso film Gucci** (2)

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(Adnkronos) – “L’omicidio è volontà della Reggiani, vuole Gucci morto ma non vuole mollare il cognome, riferisce l’informatore”. La notizia che s’indaga su persone vicine alla famiglia ha gli effetti sperati. “Auriemma che si trova a Napoli annuncia a Savioni il suo arrivo, devono parlare. Mettiamo una microspia in macchina e le parole della donna non lasciano dubbi: ‘ci dobbiamo preoccupare? Non è che la signora si lascia scappare qualcosa?'”, racconta Gallo. Quella che sembra una pista balorda è quella giusta. “All’informatore, accento colombiano e nervi saldi, abbiamo chiesto di continuare a estorcere informazioni. Si era presentato come pericoloso criminale e Savioni gli continua ad aggiungere particolari sulla macchina verde usata per raggiungere via Palestro, la pistola usata e la reazione del portiere rimasto ferito nell’agguato”.

Le indagini portano dritto a Benedetto Ceraulo che ha sparato e a Orazio Cicala che ha fatto da autista. I due, preoccupati dalle notizie di stampa, chiedono altri soldi e in caso di rifiuto sono pronti a uccidere la Reggiani. “Viene organizzato un incontro in albergo e gli diciamo che siamo disposti a fare il lavoro sporco, abbiamo le armi ma useremo le mani”. Tra pedinamenti e intercettazioni, l’identikit fatto dal testimone, il quadro è chiaro e prima di possibili colpi di testa il gip Maurizio Grigo decide per gli arresti.

“Fino alle 2 di notte la Reggiani era al telefono, abbiamo suonato alla sua porta in corso Venezia intorno alle 5, ma visto che dormiva e non apriva siamo stati costretti a sfondarla. Era in vestaglia, non si è allarmata o scomposta, ci ha solo chiesto ‘voi chi siete?’. Si e seduta sul divano, ha letto l’ordinanza in cui la si accusava di concorso in omicidio e detto ‘è stato un incidente, chiarirò tutto'”, racconta chi eseguì l’arresto.

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