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Vela: per il dopo Coppa America già aperte le trattative per il prossimo sfidante

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Roma, 7 mar. – (Adnkronos) – La sfida finale di Coppa America non è neanche iniziata ma già da tempo i team stano pensando al dopo: finita la trentaseiesima edizione tra Luna Rossa sfidante e Team New Zealand defender non passeranno pochi minuti senza che si compia la liturgia classica, con il gommone del prossimo sfidante a consegnare il plico con la richiesta di ingaggio alla barca dei vincitori ancora in acqua. Da tempo si rincorrono le voci sugli scenari futuri, e l’Adnkronos ne parla con uno dei maggiori conoscitori dell’ambiente e dei gossip relativi, Fabio Colivicchi, editore e direttore di Saily, due libri sulla Vecchia Brocca all’attivo e voce della vela olimpica per la Federvela.

“Ci sono pochi punti fermi ma abbastanza di peso -dice Colivicchi-: il primo è che il capo del team kiwi, Grant Dalton, ha già detto chiaramente che in caso di vittoria del defender il prossimo Challenger of record, il primo degli sfidanti, sarà Ineos UK. In Nuova Zelanda c’è forte irritazione per la voce, non confermata da Dalton, di uno spostamento del campo di regata a Dubai. Lui ha solo detto finora che ‘c’è un dossier allo studio'”. E non è un caso che il capo del team inglese, sconfitto da quello italiano, sia rimasto in Nuova Zelanda dopo aver perso la Prada Cup e apparentemente a tempo se non indeterminato piuttosto lungo.

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“Se dovesse vincere Luna Rossa invece -prosegue Colivicchi- anche qui ci sono alcuni punti fermi del capo, Patrizio Bertelli: il prossimo Cor sarà con quasi certezza il team Alinghi di Ernesto Bertarelli, e il campo di regata quasi certamente Cagliari, dove Luna Rossa ha la base da ormai 10 anni e il vento è più regolare rispetto, per esempio, al golfo di Palermo, anche se il circolo sfidante di questa edizione è proprio quello palermitano del Club Velico Sicilia. Ma non ci sono le strutture che Cagliari già ha, anche lasciando da parte il vento”.

Restando alla Coppa ancora da giocare, al meglio delle 13 regate che inizieranno il 10 marzo dopo il rinvio causa Covid in allerta 2, per Bertelli soprattutto ma anche per Max Sirena il match contro i neozelandesi avrà in parte il sapore di una vendetta, si vedrà se consumata o no. Fu proprio ad Aukland, nel 2000, che il patron del gruppo Prada riuscì ad arrivare in America’s Cup dopo aver vinto la Louis Vuitton Cup, ma perdendo con un sonoro 5-0 contro i soliti neozelandesi.

(segue)

Da allora per Bertelli la Coppa è passata lentamente da scommessa a passione e poi qualcosa che si avvicina molto all’ossessione: ha ormai superato il record di sfide lanciate appartenuto da sempre a sir Thomas Lipton, un’intera ala della sua biblioteca è dedicata alla Vecchia Brocca.

E in molti ricordano, anche se sono passati 21 anni, le scene un po’ splatter di Max Sirena, allora secondo prodiere, ferito alla testa dalla frustata di una cima volante, forse con un moschettone ma non certo il boma di cui si parlò allora, e il conseguente notevole sversamento di sangue sulla coperta della Luna dell’epoca, ripreso in mondovisione. Ora Max è a terra nel ruolo di leader della sfida italiana ma di sicuro aspetta il momento della chiusura dei conti.

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