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Camera, ancora niente intesa sul ‘dopo Carfagna’

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(Adnkronos) – Partita ancora tutta da giocare quella per la successione al neoministro azzurro del governo Draghi, Mara Carfagna, nel ruolo di vicepresidente della Camera. La dead line è il 10 marzo, termine fissato per l’elezione in Aula, dopo il rinvio dovuto ai veti incrociati tra i partiti della maggioranza. E fino ad allora impazzerà il totonomi, perché si tratta di una poltrona che, almeno sulla carta, fa gola non solo a Forza Italia, ma anche a Lega e Pd, che non hanno né un ‘vice’ né un questore nell’attuale ufficio di presidenza di Montecitorio.

Secondo le ultime indiscrezioni alla fine potrebbe spuntarla il partito di Silvio Berlusconi. Risolta la questione dei sottosegretari, infatti, il gioco degli equilibri interni al centrodestra e dei rapporti con il nuovo socio di palazzo Chigi, il Pd, favorirebbe gli azzurri. Ma certezze non ve ne sono. Anche perché il ‘dopo Carfagna’, raccontano, sarebbe legato a un’altra partita che pure ubbidisce a logiche di coalizione e riguarda la presidenza del Copasir, che spetterebbe all’opposizione, ovvero a Fdi.

Al partito di via Bellerio, dunque, potrebbe tornare utile un vicepresidente della Camera, qualora dovesse perdere la guida del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica con il suo Raffaele Volpi. Nei giorni scorsi erano circolati due papabili del Carroccio, Lorenzo Fontana e di Barbara Saltamartini, che rientra tra le ‘quote rose’ sponsorizzate da Matteo Salvini.

Riaprire, però, il risiko del Copasir, raccontano, sembra al momento una strada alquanto impervia. Anche perch la prassi non coincide alla perfezione con il dettato della legge istitutiva dell’organismo di garanzia. Tutto, insomma, potrebbe rimanere come prima. A favore della Lega, infatti, giocherebbe il ‘precedente’ di Massimo D’Alema, che nel 2011 rimase in sella anche con il governissimo di Mario Monti, sancendo proprio uno strappo alla lettera della 124.

Allo stato, è difficile fare previsioni. Spetterà ai presidenti di Camera e Senato, riferiscono, applicare o meno un’interpretazione estensiva della legge, alla luce della straordinarietà della maggioranza a sostegno di ‘Super Mario’. Se il Pd assicura, almeno ufficialmente, di non avanzare pretese, Fi non intende mollare la presa e lavora per una ‘riconferma’ della casella rimasta vacante con l’uscita di Carfagna. Due sarebbero i pretendenti in lizza: Simone Baldelli (già vicepresidente Camera nel 2013) e dell’ex ministro Stefania Prestigiacomo. In calo, invece, le quotazioni del responsabile Salute del partito, Andrea Mandelli.

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