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Caos Procure: gip Castiglia, ‘situazione grave, basta ricatti morali, Ermini imbarazza Csm’ (4)

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(Adnkronos) – Ma perché rivolgersi direttamente al Capo dello Stato? “Negli interventi che ha già fatto, il Presidente della Repubblica ha prospettato alcune astratte possibilità di intervento, che ha poi escluso sulla base di valutazioni e situazioni contingenti. Secondo noi, a distanza di diverso tempo, la situazione si è ulteriormente aggravata ed è matura per una rivalutazione dell’eventualità di intervenire”. Perché “lo stesso Presidente ha prospettato la possibilità di un messaggio alle Camere, e la possibilità di uno scioglimento complessivo dell’attuale consiliatura del Csm. Ha anche fatto delle valutazioni con le quali ha giustificato o ha spiegato perché non lo faceva. A distanza di tempo da quando ciò è accaduto, una rivalutazione potrebbe essere opportuna. Naturalmente ci rimettiamo rispettosamente alle valutazioni del Capo dello Stato. Un anno fa circa, disse che di fronte a prospettive di imminenti interventi normativi era inopportuno, intempestivo un messaggio alle Camere. E’ passato un anno e interventi normativi non se ne sono visti; forse, quindi, quella presa di posizione può essere rivalutata. E’ innegabile che ci sono diversi consiglieri che si trovano, a giudizio mio e di tanti altri colleghi, in una situazione che mette in grave imbarazzo l’istituzione consiliare”.

“Per non essere vaghi e astratti, si può fare l’esempio del vicepresidente del Csm (Davide Ermini ndr). E’ noto che i media lo hanno interpellato sul perché non abbia ritenuto di valutare la possibilità di fare un passo indietro. Poi ci sono anche altre posizioni che pongono l’Istituzione in una condizione di imbarazzo. Perché oggi è diventato serissimo il problema della credibilità dell’autogoverno. E non si tratta di accertare o affermare se qualcuno è o meno responsabile di qualche malefatta. Perché in uno stato democratico l’istituzione deve avere la massima possibile fiducia da parte degli amministrati e dei cittadini in genere e non sono tollerabili certe cadute della credibilità, che oggi sono innegabili”. Nella lettera i magistrati sostengono che lo scandalo “continua”. “Sì – dice Castiglia – anche volumi come ‘Il Sistema’ di Luca Palamara o ‘Magistropoli’ di Antonio Massari, sia pure molto diversi tra loro, hanno messo in evidenza gravi fatti e circostanze che non erano in precedenza venuti alla ribalta. A fronte di tutto questo, però, non si sono registrate prese di posizione che chiariscano come stanno le cose. La credibilità delle istituzioni continua a scendere e noi vorremo che non fosse così. Vorremmo che iniziasse la fase della risalita e pensiamo che sia necessario andare alla radice del problema”.

Sui continui inviti di Luca Palamara in televisione, Giuliano Castiglia dice: “è certamente possibile che anche nella rappresentazione mediatica della vicenda di Palamara possano esserci, da varie parti, tentativi di strumentalizzazione. Per noi, però, il problema non è e non può essere questo. Che la magistratura fosse investita da problemi legati agli aspetti che in parte Palamara rappresenta era notorio ben prima dell’ultimo scandalo. Tutti gli addetti ai lavori sapevano delle modalità di funzionamento del Csm. Basti pensare alle numerosissime denunce, anche ad altissimo livello istituzionale come quelle dell’ex Presidente Napolitano, delle degenerazioni del correntismo. Pensare che il problema siano il libro di Palamara e il rischio della sua strumentalizzazione significa mettere la testa sotto la sabbia e, in definitiva, volere che la situazione resti quella che è”.

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