Caos Procure: gip Castiglia, ‘situazione grave, basta ricatti morali, Ermini imbarazza Csm’ (5)
(Adnkronos) – Cosa si aspettano adesso i 67 magistrati dalla lettera inviata a Mattarella? “Crediamo di avere condiviso la denuncia dei problemi che è stata fatta dallo stesso Presidente della Repubblica – dice Castiglia – e questa presa di posizione dà conto del fatto che tra i magistrati è diffusa la consapevolezza che i problemi esistono e c’è l’auspicio che essi siano risolti. Quello che sarà genuinamente fatto per risolvere i problemi non potrà essere inteso come qualcosa contro i magistrati. Ovviamente quello che auspichiamo e che vorremmo sono riforme che risolvano i problemi. In molti agitano il rischio che le denunce delle storture siano strumentalizzate per l’adozione di riforme mirate non alla soluzione dei problemi del correntismo ma volte a sottoporre la giurisdizione e, in particolare, l’azione penale al controllo politico. Tuttavia, premesso che le basi di controllo politico della giurisdizione stanno proprio nella costante rivendicazione della natura politica del Csm da taluni da sempre erroneamente sbandierata, la gravità della situazione è tale che non si può più cedere a questa sorta di ricatto morale e rende non più differibili gli interventi necessari per provi rimedio. Per parte nostra, quello che possiamo fare è essere attenti, partecipi e, con le modalità consentite a tutti, vigili sulle riforme che verranno proposte, consapevoli dei rischi ma fiduciosi nella buona volontà della classe politica e nella sua determinazione ad agire nell’interesse dei cittadini”.
Infine, sulla neo ministra della Giustizia, Marta Cartabia, il gip Castiglia dice: “In questo momento non abbiamo dati per esprimere valutazioni, positive o negative, siamo neutri e fortemente speranzosi che vengano fatte buone cose dal Governo e dal Ministro Cartabia, in particolare cose che possano portare alla fine del correntismo”. E’ ottimista? “Sono ottimista perché la consapevolezza dei problemi e le buone idee per risolverli si sono diffusi e si vanno sempre più diffondendo, intanto tra i magistrati, e in buona misura anche nell’opinione pubblica, il che ci induce a essere più ottimisti di quanto non lo siamo stati in passato”.

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