Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Acque aromatizzate: fanno bene o male? Cosa sono davvero e i miti da sfatare-Prezzi degli ortaggi: perché al supermercato non scendono mai (anche quando crollano nei campi)-WaveSpring: la "molla negativa" che triplica l'energia dalle onde del mare-Flint Paper Battery: la batteria di carta che non prende fuoco e si può compostare-Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH): l'eccellenza agrifood di Verona diventa una piattaforma nazionale-Argireline, l'attivo "effetto botox" in creme e sieri: cos'è, come agisce, funziona davvero ed è sicuro?-Prezzi carburanti 24 giugno: Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2,2%-Slow Industry: i nuovi artigiani che producono in casa e vendono nel mondo (e perché è un modello economico, non un hobby)-Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)-Cannabis e legalizzazione: cosa dice davvero lo studio su consumo e dipendenze?-Capsule hotel fuori dal Giappone: dove trovarli in Europa e in Italia-Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale

**Arte: nuovo studio, Raffaello riscoprì il segreto del blu egizio**

Condividi questo articolo:

Roma, 23 feb. – (Adnkronos) – Raffaello Sanzio (1483-1520) conosceva il segreto del blu egizio, il primo blu artificiale della storia dell’arte nonché uno dei primi pigmenti in assoluto di origine non naturale, e fu il primo artista del Rinascimento a impiegarlo di nuovo in una sua opera dopo oltre mille anni. La sua manifattura risale agli egizi, da cui trae il nome, e la sua diffusione fu estremamente ampia in tutta l’antichità fino all’Impero Romano, dopodiché le sue tracce si perdono. La scoperta è arrivata dallo studio dei materiali utilizzati dal grande pittore per l’affresco ‘Il trionfo di Galatea’ (1512), conservato nella Villa Farnesina di Roma.

Lo riferisce un comunicato dell’Accademia Nazionale dei Lincei, precisando che la ricerca ha fatto emergere “qualcosa di totalmente inaspettato e imprevedibile: la ricomparsa del blu egizio dopo secoli di oblìo”. L’ampio uso fattone da Raffaello, spiega lo studio, “fa escludere un impiego di materiale archeologico ritrovato occasionalmente e indica piuttosto la precisa volontà dell’artista di ricorrere ai materiali pittorici dell’antichità, per ritrarre un soggetto mitologico”.

Le novità verranno illustrate giovedì 25 febbraio, dalle ore 10, nel corso del seminario di studi “Il blu egizio dall’antichità al Rinascimento. In ricordo di Mario Torelli”, trasmesso in streaming (https://www.lincei.it/it/live-streaming). Nel corso del convegno verrà ripercorsa la storia di questo pigmento nei suoi molteplici aspetti, dall’uso in antichità fino al Rinascimento, alle fonti storiche fino alla passione di Raffaello con l’Antico che si concretizza anche nei materiali che decide di ricreare.

I commenti sono chiusi.