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Covid: Codogno un anno dopo – partorire in zona rossa, ‘il terrore gli occhi delle neo mamme’ (2)

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(Adnkronos) – La parte più complessa del lavoro è stata in sala parto. L’hub per le partorienti Covid era stato individuato a Pavia, “ma bisogna considerare che non è facile trasferire una donna in pieno travaglio e gli esiti dei tamponi non sono immediati”, spiega l’ostetrica. Da qui, la necessità di creare un’area Covid e una non Covid per le partorienti, con tutti i rischi del caso. “Il travaglio è il momento di massima emissione di droplet: una donna in iperventilazione, sofferente, non può certo tenere la mascherina”. Sanificazioni, area filtro, video tutorial per le ‘vestizioni’ non sono bastati. “Alcune delle nostre ostetriche e dei nostri colleghi si sono ammalati, ma abbiamo retto”. Per tutti poche ferie e tante ore di straordinari per aiutare il gruppo, “ma quando si sceglie questo lavoro bisogna farlo bene”.

Anastasia, due figli e un passato alla clinica Mangiagalli, docente di ostetricia ai giovani laureandi del corso di scienze infermieristiche dell’Università Statale di Milano, non è solita spaventarsi, ma, racconta, “una volta in questi mesi è successo”. L’episodio è quello di una donna di appena 30 anni o poco più, arrivata a Lodi con una gravidanza alla 28esima settimana e il Covid. “Aveva difficoltà respiratorie, ma era molto giovane, e questo ci ha scioccato. E’ stata accompagnata con l’ambulanza all’ospedale di Pavia, dov’è stata intubata ed è stata sottoposta a un parto cesareo”.

Dopo questa esperienza, “ho chiesto che anche le ostetriche potessero fare i corsi in ospedale per l’utilizzo dei caschi e dell’ossigeno”. Tra tanta sofferenza e smarrimento, “quello che mi ha regalato la pandemia è stato sapere di essere circondata da un gruppo di professionisti meravigliosi. Ci siamo uniti ancora di più e siamo riusciti a fronteggiare ogni cosa”. Il 27 dicembre scorso, Anastasia Giuliani è stata tra le prime a ricevere la sua dose di vaccino. “Lì, ho visto gli abbracci mancati, un punto zero da cui rinascere”. E far nascere.

(di Vittoria Vimercati)

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