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Formia: Questore Latina, ‘morte 17enne fatto gravissimo ma diverso da caso Willy’

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Latina, 17 feb. (Adnkronos) – “Gli effetti della rissa costata la vita Willy sono gli stessi di questa nella quale ieri è morto un 17enne a Formia. E’ la dinamica ad essere diversa, così come il dolo, la volontà di uccidere, che in questo caso credo manchi”. A parlare all’Adnkronos è il Questore di Latina, Michele Maria Spina. La rissa tra minorenni finita nel tardo pomeriggio di ieri con la morte di un minorenne di Formia, davanti a un fast food, riporta inevitabilmente a quanto accaduto a Colleferro . Anche allora fu la violenza a uccidere. Willy Monteiro Duarte morì massacrato di botte sotto agli occhi di decine di ragazzini in piazza. Romeo Bondanese ha perso la vita una volta arrivato in ospedale, stroncato da una emorragia.

“Quanto accaduto a Formia è gravissimo ma è diverso dal caso di Colleferro, dove l’accusa per i responsabili è di aver attuato una violenza dolosa sul corpo della vittima, anche quando era a terra, con la volontà o l’accettazione della possibilità che morisse. In questo caso – spiega il Questore – il ragazzo è morto perché si è recisa l’arteria femorale, i colpi erano stati inferti verso il basso e non credo che il fermato, sempre ammesso che sia stato lui, volesse uccidere. Voleva ferire, e non è meno grave vero è che attualmente è ristretto in una comunità per minorenni, ma non c’è accanimento né volontà espressa di uccidere. Il destino ha voluto che la coltellata andasse all’inguine anziché magari nel gluteo se la vittima fosse stata girata, e lo ha ucciso. Il dato comune è quello della violenza, perché il ragazzo minorenne ha impugnato un coltello e non ha esitato a colpire dei coetanei”.

“Sono padre di tre figli, un po’ più grandi dei ragazzi coinvolti, ma comunque molto giovani. Condivido in pieno il dolore della famiglia della vittima, mi metto nei loro panni e mi dispero per loro. Noi siamo a lutto – dice ancora il Questore di Latina – la morte di un ragazzo è una perdita per l’intera società. Preoccupa la questione dei ragazzi che vanno in giro armati di coltello, così come questi fenomeni di aggressioni e risse che si sono sviluppati un po’ dappertutto e che cerchiamo di affrontare in funzione sia repressiva che preventiva. Ad essere investita è l’intera società nel suo complesso perché è un problema sociale di perdita valori, di mancanza di vigilanza da parte delle famiglie, dell’assenza in questo periodo di rapporti scolastici. Di fronte a questa violenza giovanile bisogna cercare di lavorare insieme tutti per cercare di dare risposte in senso propositivo”. (di Silvia Mancinelli)

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