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Scuola: Draghi, ‘tornare in sicurezza ma recuperare lezioni in presenza’/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – Ma il premier guarda anche al futuro più lontano e alle prospettive dei percorsi formativi, al ruolo dei docenti, senza dimenticare l’università e la ricerca. “È necessario investire in una transizione culturale -spiega il presidente del Consiglio- a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo”.

Inoltre “è necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli Itis (Istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. Il Programma nazionale di ripresa e resilienza assegna 1,5 md agli Itis, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate”.

“La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica -sottolinea infine Draghi- stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria. Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici”. (di Sergio Amici)

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